Mauro Biglino

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youtu.be/x3QoYm9WgDUUltimo convegno per l'anno 2018 dell'autore Mauro Biglino Olbia, 27 luglio 2018 - Centro Congressi Blumarine "Antiche Scritture, traduzioni e..." organizzato... ... See MoreSee Less

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3 months ago

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youtu.be/jgvP-DQcTvUconferenza: "Tutta un'altra Storia - indagine sul Creazionismo, Darwinismo, Interventismo" relatori: Syusy Blady, Mauro Biglino, Pietro Buffa, Alessandro Dem... ... See MoreSee Less

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😰😰😰😱😱😱😱https://www.facebook.com/wannabebuddha/videos/2085563801556957/?__xts__%5B0%5D=68.ARBWVG6nv7vCPpmcNxOB6y-GFuzxSu7sQtW8dhBwxbKScS37BgXElo7xkNfVgstC3v3ZX8zCGW0rJPYe9Tdhp_GztXfYX32QXQ2waeZyYW35OXir9Rd-0hIVFhXRGU17_0vr1B88CKntj7uka2C6rT0eZsWLkNQ8NO_LxqrA1qu51bAxM5TVtocIzXqUmHyTz6A2-fMSmq7bc3AZ61GITFxvx3ss2bXaZBT7PYiVb9C5TX7MH3ez4GJtP7WzFfseUbs9v7uKDsduxdHLF7mcGJW2Q1OW9_E5vs8mcQQyH4ttzUR2R7b0t661DtfCNHDlnKRIIuQ9gy7xl7unSl9uIXOHH6X3FTrY_QacgbsO7mLaAQTZbQw1E5TUlexO8Vp3JQT8hzowGla3au9V3KgVh4rrsLhU9baJKmfm3AXSBfyPiEy88nfooCX8ecY&__tn__=-R

Grazie Mauro. 👍

4 months ago

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youtu.be/vQGRJPe1js0*LA NUOVA PIATTAFORMA DEL NETWORK NUOVA CIVILTA'* ISCRIVETEVI ORA A TUTTI I CANALI PER RICEVERE GLI AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE E POTER COSI' CONDIVIDERE I ... ... See MoreSee Less

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Sopra casa mia ce ne sono due cxe stazionano spesso e sono Una ...talvolta Due o Tre e sono ben cxiare cxe non sono Nuvole ...oltretutto sono un ex pilota ....le conoscerò le Nuvole ?

4 months ago

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Conferenza Hotel dei Congressi, Roma ... See MoreSee Less

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4 months ago

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youtu.be/8OiQKa8vbjsyoutube.com ... See MoreSee Less

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5 months ago

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youtu.be/iznHFF2XlbwEstratto tratto dal convegno "La Caduta dei Dogmi " 2018. ... See MoreSee Less

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5 months ago

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6 months ago

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La Bibbia non l'ha mai detto. Conferenza tenuta da Mauro Biglino e Lorena Forni a Bologna presso l' Admiral Park Hotel il 15 Dicembre 2018 ... See MoreSee Less

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No tienen vídeos en español me interesa

6 months ago

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Ti ascolto sempre con tanta gioia Mauro Grazie ❤

6 months ago

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8 months ago

Mauro Biglino Channel

Luoghi Misteriosi
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9 months ago

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Un abbraccio al nostro caro Mauro
13/9/18🌟
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Un abbraccio al nostro caro Mauro 
13/9/18🌟

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Auguri😃

Mi associo, tantissimi auguri

Buon compleanno

Auguri

Auguri grandi come l'universo Mauro 💚

🌹😘

Auguriiiii🎉🎉🎉

Felice compleanno

Auguri

Augurissimi ad Uomo di gran cultura...integrità morale e professionalità.

Auguri Mauro

Auguri buon compleanno

AUGURI DALLA THAILANDIA

Auguriiii 🎂🎂🎂

Auguri

Auguri Mauro Biglino Channel sei una persona mitica, sai mettere nelle tue conferenze battute pungenti e divertenti come quando dici che Gabriele e entrato dal solito posto e altre battute simili, comunque AUGURONIIIII

TANTI AUGURI DI BUON COMPLEANNO..

Auguri!

Auguri Mauro.

auguri

Tanti auguri Mauro Biglino! 🎉🎉🎁💖👑🌹🎂

Auguri

Tantissimi auguri!

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10 months ago

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LE ORIGINI DELLA CIVILTA’, I SUMERI, NIBIRU, GLI ANNUNAKI E… LE MANIPOLAZIONI STORICO-RELIGIOSE

“Nel ricostruire la storia dell’uomo gli studiosi hanno progressivamente retrodatato le origini della civiltà: prima ritenute frutto della cultura greca, sono state poi rinvenute nella grandezza dell’antico Egitto, almeno fino a quando non si è riconosciuto che Babilonia e Assiria, ma soprattutto i Sumeri di cui sono figlie, risalgono a periodi ancora antecedenti: intorno al 3000 a.C.

E proprio i Sumeri sono la fonte di quelle teorie (…) Che cosa ci raccontano allora i fondatori di tutta la civiltà umana?

Ci raccontano che esiste nel Sistema solare un pianeta di cui noi ufficialmente non conosciamo ancora l’esistenza; un pianeta chiamato NIBIRU che ha un’orbita retrograda rispetto a quella di tutti gli altri pianeti e la cui durata è pari a 3.600 anni terrestri. Il nome NIBIRU significherebbe “Pianeta dell’attraversamento” proprio perché questo corpo celeste attraversa in senso contrario le ellissi percorse dai suoi “colleghi” (quelle di Marte e Giove in particolare).

L’orbita retrograda ci fa pensare che NIBIRU non può essere stato generato con il Sole, come gli altri pianeti, per cui deve necessariamente essere stato “attratto e catturato” dalle forze gravitazionali del nostro Sistema solare: questo è proprio ciò che affermano i racconti dei Sumeri (secondo le interpretazioni degli autori considerati “alternativi” rispetto alla scienza ufficiale).

Un satellite di questo pianeta avrebbe addirittura impattato con la Terra, producendo la grande depressione che si trova sotto l’Oceano Pacifico: nel corso di questo scontro dalle dimensioni cosmiche si sarebbero originate l’orbita attuale della Luna e la fascia degli asteroidi.

(…) Questo pianeta, proseguono i racconti dei Sumeri, sarebbe abitato da quelli che loro definiscono ANUNNAKI (Sitchin traduce letteralmente questo termine con un’espressione che indica “coloro che dal cielo sono scesi sulla Terra”, corrispondente agli Anaqìm della Bibbia). Questi individui sarebbero giunti sul nostro pianeta in cerca di oro perché questo metallo era indispensabile per creare una sorta di effetto serra sul loro pianeta: polverizzato e diffuso nell’atmosfera avrebbe rallentato il processo di progressivo raffreddamento che NIBIRU stava subendo.

Come non pensare immediatamente ai miti diffusi pressoché in ogni angolo della Terra (in Occidente ricordiamo Esiodo, Platone, Ovidio…) che affermano come ci sia stata una non meglio precisata “Età dell’Oro”, l’epoca degli dèi, il tempo in cui Essi erano qui tra noi… Se questi racconti sono veritieri, sarebbe facile identificare questo tempo primordiale come quello in cui gli “dèi”, cioè questi esseri venuti dall’alto, erano sulla Terra a cercare l’oro!

In questo caso non sarebbero miti elaborati per fantasticare di una inesistente ma desiderata epoca felice, bensì il ricordo di eventi precisi, il ricordo cioè di quando gli “dèi” erano veramente sulla Terra e l’oro era il motivo concreto della loro presenza. Un’età dedicata interamente alla sua ricerca, estrazione e lavorazione; un’età in cui gli uomini avevano con loro un rapporto diretto.

Stando a queste “incredibili” teorie, gli ANUNNAKI/ANAQITI scesero sul nostro pianeta in gruppi di 50 (fino a raggiungere il numero complessivo di 600, per un totale finale dunque di 12 gruppi) e costruirono la loro prima base in ERIDU: un avamposto situato all’estremo Sud della Mesopotamia e il cui nome significherebbe, sempre secondo il già citato studioso, “casa del mondo lontano” o “casa lontano da casa”.

Sorgeva su una collina eretta artificialmente alla foce dell’Eufrate: che sia questo il ricordo di quando il Dio della Genesi biblica divise le acque per ricavarne l’asciutto e rendere possibile la vita sulla terra, resa in questo modo disponibile? Il sottosuolo, come ben sappiamo, era ricco di petrolio ed era quindi una fonte di energia preziosa per le strutture che dovevano essere realizzate. Inoltre le ampie pianure favorivano la costruzione di veri e propri campi di atterraggio…

Il comando dell’intera spedizione era in capo a quello che noi potremmo considerare una sorta di imperatore, ANU, il Sovrano assoluto che risiedeva su NIBIRU.

La direzione operativa venne affidata in un primo tempo a uno dei suoi due figli, ENKI, cui si affiancò e poi sostituì il fratello ENLIL. Questo passaggio di comando avvenne quando ENKI assunse il controllo delle operazioni di scavo nelle miniere d’oro situate nel Sud dell’Africa, nel territorio che corrisponderebbe all’attuale Zimbabwe.

Raccontano i Sumeri che gli ANUNNAKI addetti ai faticosissimi lavori di scavo, dopo alcune decine (di migliaia!) di anni terrestri si ribellarono e chiesero di poter essere dispensati. Dopo vari tentativi di comporre quella che aveva tutta l’aria di essere ciò che noi definiremmo una vera e propria “vertenza sindacale”, ENKI riuscì a ipotizzare ed elaborare una soluzione alternativa che si rivelò veramente decisiva: non solo per loro, ma anche per noi, possiamo dire ora!

Nel corso della permanenza in quel territorio, il comandante ENKI aveva infatti avuto modo di osservare alcuni piccoli ominidi (Homo erectus? Homo habilis?) e pensò che avrebbero potuto essere opportunamente trasformati e utilizzati per sostituire gli ANUNNAKI, stanchi e in perenne stato di protesta e rivolta. Narra il mito sumerico che gli dèi, costretti a scavare e ammucchiare terra, si lamentavano della loro vita e ritenevano ENKI colpevole di quella loro gravosa situazione.

La madre di ENKI, allora, sollecita il figlio a intervenire per aiutare gli ANUNNAKI che faticano troppo: lo invita apertamente a creare un sostituto – un doppio – degli dèi affinché possano liberarsi dal peso del lavoro… gli suggerisce di plasmare dei servitori.

Il figlio le risponde che la creatura che lei ha indicato in realtà esiste già e le chiede di fissare su di essa l’immagine degli dèi. Grazie alle loro conoscenze scientifiche, questi ANUNNAKI effettuarono così una serie di esperimenti manipolando geneticamente gli ominidi con l’innesto di una porzione del proprio DNA.

Tale progetto fu realizzato in collaborazione con NINHURSAG, la sposa di ENKI, conosciuta poi – non a caso! – come “la Dea Madre” (o “Mami”) o anche come “Colei che dà la vita”. Operando nel loro laboratorio, conosciuto come “Camera delle creazioni”, dopo vari tentativi – di cui molti fallimentari… – produssero la nuova creatura chiamata LULU, cioè “il mescolato, il misto”, il prodotto di una commistione di patrimoni genetici.

Questa nuova creatura era anche chiamata ADÁMÁ, da cui il biblico ADÁM, “quello della terra”, “il terrestre”… Questi esseri (dèi? Anunnaki/Anaqiti?), scesi dal cielo sulla Terra, avevano insomma generato l’Homo sapiens. Tutto questo sarebbe avvenuto circa 300.000 anni fa a nord dello Zimbabwe e, a quanto si sa, è proprio intorno a quell’epoca e in quella parte dell’Africa Orientale che i paleoantropologi farebbero risalire la comparsa dell’Homo sapiens.

Gli ANUNNAKI produssero dunque una razza di lavoratori resistenti, e intelligenti quel tanto che bastava perché comprendessero le necessità e gli ordini dei loro creatori/padroni. Torna in mente quell’espressione che dice che noi «siamo stati creati per amare e servire Dio»: forse contiene molta più verità di quanto non si pensi! Questi “dèi” avrebbero creato una vera e propria razza destinata ai lavori servili.

Possiamo pensare che sia banalmente un caso o una curiosa coincidenza il fatto che la Genesi (2,2) ci dica letteralmente che dopo avere creato l’uomo: “Elohìm desistette da ogni opera sua”?

Non era proprio quello lo scopo dichiarato degli Anunnaki?”

Tratto da :

Il Libro che Cambierà per Sempre le Nostre Idee sulla Bibbia.

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Universo7p
Gli Anunnaki seguici su Universo7p leggi www.universo7p.it/quando-gli-anunnaki-vennero-sulla-terra/ultimi-articoli/
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Sono ancora qua e continuano a renderci schiavi. Oggi si chiamano governi ombra e usano la finanza mondialista oligarca per mantenere il loro potere e tenarci schiavi

Gli Anakiti sono descritti come giganti in alcuni passi della Torah. “Salirono attraverso il Negheb e andarono fino a Ebron, dove erano Achiman, Sesai e Talmai, figli di Anak. Ora Ebron era stata edificata sette anni prima di Tanis in Egitto.” (Nm. 13,22) “Vi abbiamo visto i giganti, figli di Anak, della razza dei giganti, di fronte ai quali ci sembrava di essere come locuste e così dovevamo sembrare a loro. ”(Nm. 13,33)

Gli Anaqiti non sono gli Anunnaki, ma gente che nella bibbia è descritta come popoli che derivano dai (Nephilin) i figli che gli Anunnaki (impuri) ebbero con le donne terrestri.

Ottima trama per un film.

Ils sont toujours la. Ils dirigent les marionettes que nous sommes senses elir. Alors qu ils sont tous la pour amuser la galerie. Plus la peine de se deplacer lors des elections. Au moins ils ne pourront pas dire qu ils sont elus et parler au non du peuple. Ils trahissent l humanite.

Per mio compagno Calogero Calogero Meo

Gemma Ponzone Claudia Priotto...😲😲😲🤔🤔🤔

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10 months ago

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L’abduction di Enoch

Il privilegio di viaggiare sulle macchine degli Elohìm non fu un’esclusiva di Elia: era già infatti stato concesso al patriarca Enoch!
Sesto discendente di Adamo lungo la genealogia dei Setiti, figlio di Iared, Enoch genera a sua volta Matusalemme, il nonno di Noè (di questo evento ci siamo occupati anche nel libro Resurrezione Reincarnazione –Favole consolatorie o realtà? , Mauro Biglino, Uno Editori).

Genesi 5,22-24 narra:

• «e camminò [avanti e indietro] Enoch con gli Elohìm»;

• «dopo avere generato Metusclàch [Matusalemme] tre cento anni»;

• «e generò figli e figlie»;

• «e fu tutti giorni [tempo] di Enoch trecento sessanta cinque anni»;

• «e camminò [avanti e indietro] Enoch con gli Elohìm»;

• «e non egli [fu più] perché prese lui Elohìm».

Enoch dunque se ne sarebbe andato, senza morire, con gli Elohìm: la tradizione era evidentemente diffusa, conosciuta e accettata, perché è stata ripresa anche dal Siracide (44,16) e dal Nuovo Testamento nella Lettera agli Ebrei (11,5).

Anche per lui parrebbe improprio parlare di “rapimento”, perché per ben due volte il testo ci dice che Enoch camminava con gli Elohìm e il verbo si trova in una costruzione particolare, che indica l’intensità e la ripetitività dell’azione. Per questo motivo il significato può essere efficacemente rappresentato con il camminare “avanti e indietro”: l’autore ci dice insomma che si trattava di un accompagnarsi costante e ripetuto.

Peraltro, il libro della Genesi è molto laconico nel descrivere la vicenda, che invece è narrata con dovizia di particolari nei libri apocrifi del patriarca.

In questi ultimi si trovano le descrizioni dei viaggi che compie accompagnato dagli angeli definiti “Vigilanti” (un termine che richiama i Guardiani di Sumer e i Neteru dell’Egitto…).

Analizziamole brevemente:

• Enoch sale in cielo in una casa meravigliosa dove incontra la Grande Gloria di Dio;

• viene portato in vari luoghi anche sotterranei;

• vola in una località deserta dominata dal fuoco;

• si sposta poi nelle diverse direzioni verso i confini della Terra;

• riceve dai “Vigilanti” una serie di conoscenze astronomiche relative all’ordine del cosmo, al sole, alla luna e alle sue fasi, all’anno lunare, ai venti (conoscenze di cui gli Elohìm disponevano ampiamente, in grazia del loro essere viaggiatori dello spazio!).

Tratto da “Il libro che cambierà per sempre le nostre idee sulla Bibbia” di Mauro Biglino, Uno Editori.

Video:
youtu.be/698Y7oVQb7A

youtu.be/MAsZh2lL39Y
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L’abduction di Enoch

Il privilegio di viaggiare sulle macchine degli Elohìm non fu un’esclusiva di Elia: era già infatti stato concesso al patriarca Enoch!
Sesto discendente di Adamo lungo la genealogia dei Setiti, figlio di Iared, Enoch genera a sua volta Matusalemme, il nonno di Noè (di questo evento ci siamo occupati anche nel libro Resurrezione Reincarnazione –Favole consolatorie o realtà? , Mauro Biglino, Uno Editori).

Genesi 5,22-24 narra:

• «e camminò [avanti e indietro] Enoch con gli Elohìm»;

• «dopo avere generato Metusclàch [Matusalemme] tre cento anni»;

• «e generò figli e figlie»;

• «e fu tutti giorni [tempo] di Enoch trecento sessanta cinque anni»;

• «e camminò [avanti e indietro] Enoch con gli Elohìm»;

• «e non egli [fu più] perché prese lui Elohìm».

Enoch dunque se ne sarebbe andato, senza morire, con gli Elohìm: la tradizione era evidentemente diffusa, conosciuta e accettata, perché è stata ripresa anche dal Siracide (44,16) e dal Nuovo Testamento nella Lettera agli Ebrei (11,5).

Anche per lui parrebbe improprio parlare di “rapimento”, perché per ben due volte il testo ci dice che Enoch camminava con gli Elohìm e il verbo si trova in una costruzione particolare, che indica l’intensità e la ripetitività dell’azione. Per questo motivo il significato può essere efficacemente rappresentato con il camminare “avanti e indietro”: l’autore ci dice insomma che si trattava di un accompagnarsi costante e ripetuto.

Peraltro, il libro della Genesi è molto laconico nel descrivere la vicenda, che invece è narrata con dovizia di particolari nei libri apocrifi del patriarca.

In questi ultimi si trovano le descrizioni dei viaggi che compie accompagnato dagli angeli definiti “Vigilanti” (un termine che richiama i Guardiani di Sumer e i Neteru dell’Egitto…).

Analizziamole brevemente:

• Enoch sale in cielo in una casa meravigliosa dove incontra la Grande Gloria di Dio;

• viene portato in vari luoghi anche sotterranei;

• vola in una località deserta dominata dal fuoco;

• si sposta poi nelle diverse direzioni verso i confini della Terra;

• riceve dai “Vigilanti” una serie di conoscenze astronomiche relative all’ordine del cosmo, al sole, alla luna e alle sue fasi, all’anno lunare, ai venti (conoscenze di cui gli Elohìm disponevano ampiamente, in grazia del loro essere viaggiatori dello spazio!).

Tratto da “Il libro che cambierà per sempre le nostre idee sulla Bibbia” di Mauro Biglino, Uno Editori.

Video:
https://youtu.be/698Y7oVQb7A

https://youtu.be/MAsZh2lL39Y

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Grazie biglino. Ci fai conoscere la verità che ci hanno sempre nascosta. Consiglio a tutti voi di andare a leggerei il libro di ENOCH dove questo uomo ha scritto quello che ha visto. E capirete il perché e diventato un libro apocrafo.

il mio percorso in comunanza con G.A.R.OL E' TERMINATO IN DEGNO LUOGOn

10 months ago

Mauro Biglino Channel

Mose l’egiziano e il vitello d’oro

Domanda:

Come fa Mosè a tramutare in polvere il vitello d’oro e poi perché fa bere questa polvere sciolta nell’acqua, al popolo. ?Ridurre l’oro in polvere mi sembra un’operazione complicata. Un pastore protestante mi ha detto che è riuscito per intervento divino. Tipica risposta insoddisfacente.

Prof. Biglino – Nel libro NON C’E’ CREAZIONE NELLA BIBBIA ho dedicato un capitolo intero alla questione dell’oro degli ebrei nel deserto dell’Esodo.

Sintetizzo qui dicendo che Mosè con ogni probabilità utilizzò/ideò quell’espediente in pieno accordo con Yahweh e Aronne per stanare i ribelli all’interno del popolo (che vengono in effetti brutalmente massacrati subito dopo) e sequestrare il metallo che non era stato consegnato: nessuno mai ha bevuto quell’oro.

Si è trattato a mio avviso di un inganno tanto astuto quanto efficace.

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10 months ago

Mauro Biglino Channel

Satana, Lucifero, Belzebù, Belfagòr: Mauro Biglino spiega chi (e che cosa) sono i diavoli della Bibbia

Satana, non è una persona ma indica una funzione
Il nome di Satana è presente 18 volte nell’Antico Testamento e dobbiamo subito premettere che la maggior parte di ciò che si crede o si pensa di sapere su di lui non proviene da questo libro.

L’immagine comune che lo rappresenta come un demone dalla coda biforcuta, con le corna e il corpo di una capra dalla vita in giù, deriva dall’identificazione iconografica con il dio greco Pan, che però costituisce una delle tante invenzioni assolutamente fantasiose e prive di qualsiasi fondamento.

In ebraico il termine “Satana”, sQv [satàn], significa “avversario” ed è un vocabolo con il quale si definisce una funzione precisa: quella dell’antagonista, così come il termine [malàkh] “angelo” identifica semplicemente la funzione del messaggero.


“Satan” (avversario o accusatore) è un concetto usato sia per gli uomini che per i malakim (angeli)


Il fatto stesso che sia spesso preceduto dall’articolo documenta oltre ogni dubbio che non si tratta di un nome proprio attribuito a un individuo, materiale o spirituale che sia: indica quindi uno status o un compito.

Tra l’altro, non è un compito svolto in esclusiva da un presunto “angelo” (malakim), ma, come vediamo nei passi qui riportati (solo alcuni), il termine sQv [satàn] indica più volte un’attività svolta da uomini, intesi sia singolarmente che in gruppo (vedi anche 1Re 11,23; in 2Sam 19,23 etc).

a) Nel capitolo 29 del Primo libro di Samuele: gli Elohim non vogliono avere [Davide] – e il suo esercito – come sQv [satàn], “avversario”.

b) In 1Re 11,14 si narra di un Idumeo di nome Adàd che,dopo la morte di Davide, si pone come avversario [satàn] di Salomone. Anche qui l’avversario è indubitabilmente un uomo.

Lo stesso concetto di “avversario” o “accusatore” viene mantenuto nel momento in cui il termine è correlato ai [malakhìm], gli “angeli”.

Gli esempi sono innumerevoli e vi rimando alla lettura del testo biblico (Zaccaria 3,1-2, Gb 1,6;2,1;2,6-7, salmo 109,6; In 1Cr 21, Nm 21 e segg, Nm 22,22-32)

Ci limitiamo a rimarcare che:

– la figura di Satana non esiste come singolo attore che agisce con la sua personale individualità, ma rappresenta una posizione, una funzione che può essere svolta sia da uomini che da [malakhìm],

– non è sempre e necessariamente un antagonista di “Dio”;

– è spesso un esecutore fedele perché compie esattamente ciò che “Dio” vuole; non può quindi essere identificato in modo inequivocabile come il capo di schiere ribelli.



Esempio

in Gb 1,6;2,1;2,6-7 il termine sQv si trova sempre preceduto dall’articolo sQvH [satàn-ha] per indicare che non si tratta di un nome proprio, ma di una precisa funzione (nello specifico “il figlio dell’elohim” si comporta con Giobbe da nemico e lo fa al fine di dimostrare che la devozione di Giobbe per Yahweh è motivata esclusivamente dalle fortune materiali di cui l’Elohìm gli consente di godere)

Notiamo un ulteriore aspetto: questo individuo (figlio dell’elohim) sta svolgendo un compito sgradevole e certo non benevolo, ma in ogni caso autorizzato – o in un certo qual modo addirittura sollecitato – da Yahwèh. Non agisce dunque come principe di una schiera di demoni ribelli, non è lui stesso un ribelle, ma una sorta di incaricato ufficiale che sta agendo in pieno accordo con il suo “capo”, Yahwèh, che gli dice di procedere liberamente ponendo però attenzione a non ucciderlo (2,6).



Lucifero, portatore di luce 😊 corpo splendente)


La tradizione religiosa ha di fatto realizzato una fusione tra Satana e un’altra figura angelica conosciuta con il nome di Lucifero. Questo termine significa “Portatore di luce” e deriva dal latino lucifer (composto da lux, “luce”, e ferre, “portare”) e dal greco phosphoros (phos, “luce”, epherein, “portare”); il termine è usato per identificare un non meglio definito “corpo celeste splendente”, o eventualmente “astro del mattino” (ossia il pianeta Venere, che compare all’alba anticipando così la luce del giorno).

Secondo le tradizioni giudaico-cristiane, con questo termine s’intende invece un essere incorporeo e luminoso di natura eminentemente maligna, spesso indicato come il capo dei demoni, il signore degli inferi in cui giacciono i dannati: secondo questa tradizione Lucifero era un angelo, appunto, “portatore di luce”, e dopo la sua cacciata dal cielo da parte di “Dio” sarebbe divenuto il Satana, cioè “l’avversario” per eccellenza.

Ma come sono giunti a questa interpretazione?

Quest'identificazione deriva da una “particolarissima” interpretazione di un passo di Isaia, e, in sostanza, i Padri della Chiesa, stabilirono l’identità fra il Lucifero “astro del mattino” di Isaia e il Satana "avversario" di Giobbe e dei Vangeli, operando una saldatura che è entrata nella tradizione religiosa e popolare.

La tradizione patristica ha trovato il suo apice in Tommaso d’Aquino, che ha non solo avallato l’identificazione di Lucifero con Satana, ma anzi ha mirato a documentare che è proprio a partire da tale identificazione che si può cogliere l’origine del cosiddetto “mysterium iniquitatis”, la questione sempre insoluta dell’esistenza del male e dell’ingiustizia nel mondo.

In questa sede non è possibile approfondire il passo di Isaia, ma per questo vi rimando alla lettura del capitolo su Lucifero nel mio libro “Il Dio alieno della Bibbia”. Nel libro approfondisco anche il Lucifero di Ezechiele un altro brano anticotestamentario che, con una forzatura assolutamente inaccettabile, si vuole spesso ricondurre a Lucifero/Satana (Ezechiele 28, 1 e seg).



Mettevi d'accordo: per la gnosi, Lucifero è "il bene"
La dottrina cristiano-cattolica non è stata la sola a operare questo stravolgimento, anche la gnosi a essa contemporanea ha ceduto alla tentazione di utilizzare la figura di Lucifero.

Lo ha fatto però capovolgendone la valenza e reinterpretandola in chiave salvifica: l’ha spogliata delle connotazioni negative e le ha attribuito una funzione liberatrice nei confronti del demiurgo (l'artefice dell'universo).

Secondo questa ipotesi, il serpente/Lucifero descritto nella Genesi sarebbe colui che ha spinto l’uomo ad acquisire la conoscenza del Bene e del Male e a emanciparsi fino a rendersi simile a “Dio”.

Cattolicesimo, gnosi, parti del giudaismo che si rifanno al Secondo Libro di Enoch, ecc.: sul capitolo 14 di Isaia si è sviluppata una congerie di interpretazioni ed elaborazioni teologiche di notevole spessore e anche di grande influenza sulle coscienze delle persone di fede.



I contrasti insanabili tra le valenze positive e negative attribuite alla stessa figura evidenziano ancora una volta i rischi che si corrono quando si abbandona la letteralità del testo e si procede guidati da finalità ideologiche e dottrinali.



Abbiamo appurato che il termine [satàn] non indica neppure un individuo specifico bensì una funzione, un incarico, un compito che può essere svolto sia dagli uomini che dai messaggeri degli Elohìm: non è un’entità spirituale da temere o alla quale potersi rivolgere per evocare non meglio identificate forze

Abbiamo poi documentato come il Lucifero di Isaia non abbia nulla a che vedere con il [satàn] biblico, pertanto non possiamo non chiudere con l’amara considerazione che il satanismo, con tutte le nefaste e drammatiche conseguenze che hanno accompagnato le sue manifestazioni anche più criminose, nasce da dottrine artificiose e in esse trova la sua tristissima e nefanda giustificazione “spirituale”.

Concludendo… da quanto si ricava dalle traduzioni non condizionate dal pensiero teologico, si comprende che la Bibbia stessa è molto lontana dall’iconografia tradizionale che vuole vedere in Satana/Lucifero il principe dei demoni, l’avversario per eccellenza e il signore degli inferi in cui i dannati patiscono le pene eterne.

Belfagor e Belzebù: i rivali dell'elohim Yahweh diventano diavoli
Se alcuni di voi lettori sono venuti alle mie conferenze spiego e documento come la teologia abbia inventato le figure dei diavoli partendo dai nomi che la Bibbia attribuisce agli elohim/baal avversari di Yahweh:

Yahweh aveva dei nemici, altri elohim, e dai suoi nemici, che erano individui in carne ed ossa come lui, sono stati inventati i demoni… Yahweh è stato invece fatto diventare dio e i suoi nemici i demoni Belfagòr e Belzebù.

– dall'elohim Baalpeor hanno inventato Belfagor
– dall'elohim Baalzevuv hanno inventato Belzebù

Ecco il testo prodotto dal rabbino capo della comunità di Rolma, rav rRiccardo di Segni [fonte: SHALOM – n.2 pag.22 Febbraio 2015]:

“L’ironia, lo scherno, la satira, le accuse pesanti nei confronti di altre religioni sono presenti nella Bibbia e continuano in tutta la storia.
Si pensi che un rito fondante l’identità e la religione ebraica, come Pesach, il sacrificio pasquale, nasce come opposizione alla sensibilità e alla religione egiziana.
Quando il Faraone aveva proposto a Mosè di fare i sacrifici in Egitto, Mosè gli aveva detto che se gli ebrei avessero sacrificato animali venerati dagli egiziani avrebbero rischiato la lapidazione da parte di gente offesa.
Ma il giorno prima della piaga dei primogeniti e dell’uscita dall’Egitto il sacrificio viene fatto, pubblicamente e per ordine divino.
Niente di “politically correct”; al contrario la dimostrazione della sconfitta di un sistema.
In tempi biblici si ironizzava sui nomi degli dei, Ba’al (Il signore) diventava Bòshet (la vergogna); Ba’al Zevùl (Il signore del luogo sacro) diventava Ba’al Zevùv (il signore della mosca).
Su questa linea partono i primi cristiani che trasformarono Ba’al Zevùv da divinità a principe dei diavoli: Belzebù.”

E come sottolineo ne "La Bibbia non l'ha mai detto":

"Yahweh aveva mandato un flagello che aveva ucciso 24.000 persone. Questo "perché i suoi avevano iniziato ad avere rapporti con donne moabite – discendenti dirette di Lot, nipote di Abramo – e a offrire sacrifici all'elohim dei moabiti, una divinità di nome Kamosh, conosciuto anche come Bahal-Peor ("signore del monte Peor", un'altura di Moab): una divinità di origine cananea associata alla licensiosità delle pratiche sessuali.

Per inciso, il nome di questa divinità, traslitterato in greco con il nome di Belfegor, è derivato il nome di uno dei tanti principi della demonologia cristiana inventati dalla teologia: Belfagor. Così come da Baal-zavuv (probabilmente "Signore delle mosche") è stato fatto derivare l'altrettanto fantasioso Bezebù"

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Satana, Lucifero, Belzebù, Belfagòr: Mauro Biglino spiega chi (e che cosa) sono i diavoli della Bibbia

Satana, non è una persona ma indica una funzione
Il nome di Satana è presente 18 volte nell’Antico Testamento e dobbiamo subito premettere che la maggior parte di ciò che si crede o si pensa di sapere su di lui non proviene da questo libro.

L’immagine comune che lo rappresenta come un demone dalla coda biforcuta, con le corna e il corpo di una capra dalla vita in giù, deriva dall’identificazione iconografica con il dio greco Pan, che però costituisce una delle tante invenzioni assolutamente fantasiose e prive di qualsiasi fondamento.

In ebraico il termine “Satana”, sQv [satàn], significa “avversario” ed è un vocabolo con il quale si definisce una funzione precisa: quella dell’antagonista, così come il termine [malàkh] “angelo” identifica semplicemente la funzione del messaggero.

 
“Satan” (avversario o accusatore) è un concetto usato sia per gli uomini che per i malakim (angeli)
 

Il fatto stesso che sia spesso preceduto dall’articolo documenta oltre ogni dubbio che non si tratta di un nome proprio attribuito a un individuo, materiale o spirituale che sia: indica quindi uno status o un compito. 

Tra l’altro, non è un compito svolto in esclusiva da un presunto “angelo” (malakim), ma, come vediamo nei passi qui riportati (solo alcuni), il termine sQv [satàn] indica più volte un’attività svolta da uomini, intesi sia singolarmente che in gruppo (vedi anche 1Re 11,23; in 2Sam 19,23 etc).

a) Nel capitolo 29 del Primo libro di Samuele: gli Elohim non vogliono avere [Davide] – e il suo esercito – come sQv [satàn], “avversario”.

b) In 1Re 11,14 si narra di un Idumeo di nome Adàd che,dopo la morte di Davide, si pone come avversario [satàn] di Salomone. Anche qui l’avversario è indubitabilmente un uomo. 

Lo stesso concetto di “avversario” o “accusatore” viene mantenuto nel momento in cui il termine è correlato ai [malakhìm], gli “angeli”.

Gli esempi sono innumerevoli e vi rimando alla lettura del testo biblico (Zaccaria 3,1-2, Gb 1,6;2,1;2,6-7, salmo 109,6; In 1Cr 21, Nm 21 e segg, Nm 22,22-32)

Ci limitiamo a rimarcare che:

– la figura di Satana non esiste come singolo attore che agisce con la sua personale individualità, ma rappresenta una posizione, una funzione  che può essere svolta sia da uomini che da [malakhìm],

– non è sempre e necessariamente un antagonista di “Dio”;

– è spesso un esecutore fedele perché compie esattamente ciò che “Dio” vuole; non può quindi essere identificato in modo inequivocabile come il capo di schiere ribelli.

 

Esempio 

in Gb 1,6;2,1;2,6-7 il termine sQv si trova sempre preceduto dall’articolo sQvH [satàn-ha] per indicare che non si tratta di un nome proprio, ma di una precisa funzione (nello specifico “il figlio dell’elohim” si comporta con Giobbe da nemico e lo fa al fine di dimostrare che la devozione di Giobbe per Yahweh è motivata esclusivamente dalle fortune materiali di cui l’Elohìm gli consente di godere)

Notiamo un ulteriore aspetto: questo individuo (figlio dell’elohim) sta svolgendo un compito sgradevole e certo non benevolo, ma in ogni caso autorizzato – o in un certo qual modo addirittura sollecitato – da Yahwèh. Non agisce dunque come principe di una schiera di demoni ribelli, non è lui stesso un ribelle, ma una sorta di incaricato ufficiale che sta agendo in pieno accordo con il suo “capo”, Yahwèh, che gli dice di procedere liberamente ponendo però attenzione a non ucciderlo (2,6).

 

Lucifero, portatore di luce 😊 corpo splendente)
 

La tradizione religiosa ha di fatto realizzato una fusione tra Satana e un’altra figura angelica conosciuta con il nome di Lucifero. Questo termine significa “Portatore di luce” e deriva dal latino lucifer (composto da lux, “luce”, e ferre, “portare”) e dal greco phosphoros (phos, “luce”, epherein, “portare”); il termine è usato per identificare un non meglio definito “corpo celeste splendente”, o eventualmente “astro del mattino” (ossia il pianeta Venere, che compare all’alba anticipando così la luce del giorno).

Secondo le tradizioni giudaico-cristiane, con questo termine s’intende invece un essere incorporeo e luminoso di natura eminentemente maligna, spesso indicato come il capo dei demoni, il signore degli inferi in cui giacciono i dannati: secondo questa tradizione Lucifero era un angelo, appunto, “portatore di luce”, e dopo la sua cacciata dal cielo da parte di “Dio” sarebbe divenuto il Satana, cioè “l’avversario” per eccellenza.

Ma come sono giunti a questa interpretazione?

Questidentificazione deriva da una “particolarissima” interpretazione di un passo di Isaia, e, in sostanza, i Padri della Chiesa, stabilirono l’identità fra il Lucifero “astro del mattino” di Isaia e il Satana avversario di Giobbe e dei Vangeli, operando una saldatura che è entrata nella tradizione religiosa e popolare.

La tradizione patristica ha trovato il suo apice in Tommaso d’Aquino, che ha non solo avallato l’identificazione di Lucifero con Satana, ma anzi ha mirato a documentare che è proprio a partire da tale identificazione che si può cogliere l’origine del cosiddetto “mysterium iniquitatis”, la questione sempre insoluta dell’esistenza del male e dell’ingiustizia nel mondo.

In questa sede non è possibile approfondire il passo di Isaia, ma per questo vi rimando alla lettura del capitolo su Lucifero nel mio libro “Il Dio alieno della Bibbia”. Nel libro approfondisco anche il Lucifero di Ezechiele un altro brano anticotestamentario che, con una forzatura assolutamente inaccettabile, si vuole spesso ricondurre a Lucifero/Satana (Ezechiele 28, 1 e seg).

 

Mettevi daccordo: per la gnosi, Lucifero è il bene
La dottrina cristiano-cattolica non è stata la sola a operare questo stravolgimento, anche la gnosi a essa contemporanea ha ceduto alla tentazione di utilizzare la figura di Lucifero.

Lo ha fatto però capovolgendone la valenza e reinterpretandola in chiave salvifica: l’ha spogliata delle connotazioni negative e le ha attribuito una funzione liberatrice nei confronti del demiurgo (lartefice delluniverso).

Secondo questa ipotesi, il serpente/Lucifero descritto nella Genesi sarebbe colui che ha spinto l’uomo ad acquisire la conoscenza del Bene e del Male e a emanciparsi fino a rendersi simile a “Dio”.

Cattolicesimo, gnosi, parti del giudaismo che si rifanno al Secondo Libro di Enoch, ecc.: sul capitolo 14 di Isaia si è sviluppata una congerie di interpretazioni ed elaborazioni teologiche di notevole spessore e anche di grande influenza sulle coscienze delle persone di fede.

 

I contrasti insanabili tra le valenze positive e negative attribuite alla stessa figura evidenziano ancora una volta i rischi che si corrono quando si abbandona la letteralità del testo e si procede guidati da finalità ideologiche e dottrinali.

  

Abbiamo appurato che il termine [satàn] non indica neppure un individuo specifico bensì una funzione, un incarico, un compito che può essere svolto sia dagli uomini che dai messaggeri degli Elohìm: non è un’entità spirituale da temere o alla quale potersi rivolgere per evocare non meglio identificate forze

Abbiamo poi documentato come il Lucifero di Isaia non abbia nulla a che vedere con il [satàn] biblico, pertanto non possiamo non chiudere con l’amara considerazione che il satanismo, con tutte le nefaste e drammatiche conseguenze che hanno accompagnato le sue manifestazioni anche più criminose, nasce da dottrine artificiose e in esse trova la sua tristissima e nefanda giustificazione “spirituale”.

 Concludendo… da quanto si ricava dalle traduzioni non condizionate dal pensiero teologico, si comprende che la Bibbia stessa è molto lontana dall’iconografia tradizionale che vuole vedere in Satana/Lucifero il principe dei demoni, l’avversario per eccellenza e il signore degli inferi in cui i dannati patiscono le pene eterne. 

Belfagor e Belzebù: i rivali dellelohim Yahweh diventano diavoli
Se alcuni di voi lettori sono venuti alle mie conferenze spiego e documento come la teologia abbia inventato le figure dei diavoli partendo dai nomi che la Bibbia attribuisce agli elohim/baal avversari di Yahweh:

Yahweh aveva dei nemici, altri elohim, e dai suoi nemici, che erano individui in carne ed ossa come lui, sono stati inventati i demoni… Yahweh è stato invece fatto diventare dio e i suoi nemici i demoni Belfagòr e Belzebù.

– dallelohim Baalpeor hanno inventato Belfagor
– dallelohim Baalzevuv hanno inventato Belzebù

Ecco il testo prodotto dal rabbino capo della comunità di Rolma, rav rRiccardo di Segni [fonte: SHALOM – n.2 pag.22 Febbraio 2015]:

“L’ironia, lo scherno, la satira, le accuse pesanti nei confronti di altre religioni sono presenti nella Bibbia e continuano in tutta la storia. 
Si pensi che un rito fondante l’identità e la religione ebraica, come Pesach, il sacrificio pasquale, nasce come opposizione alla sensibilità e alla religione egiziana.
Quando il Faraone aveva proposto a Mosè di fare i sacrifici in Egitto, Mosè gli aveva detto che se gli ebrei avessero sacrificato animali venerati dagli egiziani avrebbero rischiato la lapidazione da parte di gente offesa.
Ma il giorno prima della piaga dei primogeniti e dell’uscita dall’Egitto il sacrificio viene fatto, pubblicamente e per ordine divino. 
Niente di “politically correct”; al contrario la dimostrazione della sconfitta di un sistema.
In tempi biblici si ironizzava sui nomi degli dei, Ba’al (Il signore) diventava Bòshet (la vergogna); Ba’al Zevùl (Il signore del luogo sacro) diventava Ba’al Zevùv (il signore della mosca).
Su questa linea partono i primi cristiani che trasformarono Ba’al Zevùv da divinità a principe dei diavoli: Belzebù.”

E come sottolineo ne La Bibbia non lha mai detto:

Yahweh aveva mandato un flagello che aveva ucciso 24.000 persone. Questo perché i suoi avevano iniziato ad avere rapporti con donne moabite – discendenti dirette di Lot, nipote di Abramo – e a offrire sacrifici allelohim dei moabiti, una divinità di nome Kamosh, conosciuto anche come Bahal-Peor (signore del monte Peor, unaltura di Moab): una divinità di origine cananea associata alla licensiosità delle pratiche sessuali.

Per inciso, il nome di questa divinità, traslitterato in greco con il nome di Belfegor, è derivato il nome di uno dei tanti principi della demonologia cristiana inventati dalla teologia: Belfagor. Così come da Baal-zavuv (probabilmente Signore delle mosche) è stato fatto derivare laltrettanto fantasioso Bezebù

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Esaustivo chiaro e illuminante come sempre

Non per rovinarvi la festa, ma la maggior parte degli esegeti è dell'opinione contraria, tanto nel mondo cattolico, che in quello protestante ed ebraico. Il che restringe la storia ad una sola domanda: Biglino è un genio e tutti gli altri dei cretini? Io una risposta ce l'avrei....

Vanessa

Salvatore Calzaretti

Grazie grazie grazie

Questo per dire che grande cassata l'invenzione della religione (creata solo dai potenti per soggiogare i popoli....vedi il Corano come esempio eclatante)

L.

Ame mi piace la formula Facciamo finta che e vero .è con cuesta formula usiamo in letteratura "greco "

Ma come possiamo ancora oggi credere nelle favolette che ci vengono raccontate bene/male ........si tratta solo di buon senso

Mettilo sul bollettino ! 🤣

Grande BIGLINO

Grazie grazie grazie Mauro Biglino x tutto quello che ci fai capire, conoscere! Sempre più convinto di esser buddista ⚛️

Gemma Ponzone....😲😲😲😲

Michele Lot

Ergo, potete peccare quanto volete tanto l'inferno non esiste

Che storie affascinanti. Grazie!

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10 months ago

Mauro Biglino Channel

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10 months ago

Mauro Biglino Channel

Le 15 cose che secondo Mauro Biglino NON sono vere su quello che ci hanno sempre detto sulla Bibbia

Quello che ci è stato detto sulla Bibbia è falso?

Come dico sempre nelle conferenze, io ‘faccio finta che’ gli autori biblici non abbiano inventato favole ma si siano impegnati a mettere per iscritto vicende vissute nei tempi antichi, e allora, dopo anni di traduzioni dell’ebraico masoretico, con mente libera mi sento di dire che appaiono sufficientemente fondate e quindi formulabili le seguenti affermazioni:

1) non è vero che la Bibbia è un libro di religione;

2) non è vero che la Bibbia parla di Dio: ci racconta la storia degli Elohim e le vicende del patto che uno di loro (Yahweh) ha contratto con un popolo;

3) non è vero che la Bibbia parla di creazione: a partire dal primo versetto ci racconta la storia di ciò che hanno fatto “quelli là” (gli Elohim) per attrezzarsi a vivere sulla Terra;

4) non è vero che la Bibbia parla di creazione dell’uomo intesa come atto specifico dell’onnipotenza divina: riporta interventi di ingegneria genetica (Homo sapiens, Adamo ed Eva, Noè);

5) non è vero che Adamo ed Eva sono i progenitori dell’umanità;

6) non è vero che Yahweh, il presunto Dio, ha partecipato alla ‘fabbricazione’ dell’Adam;

7) non è vero che gli alberi del gan-eden (Giardino dell'eden) si riferivano alla conoscenza del significato di bene e male e alla vita eterna e non è vero che Adamo e Eva hanno commesso il cosiddetto Peccato originale;

😎 non è vero che Yahweh, il presunto Dio, si occupava dell’umanità nella sua interezza;

9) non è vero che la Bibbia parla degli angeli come entità spirituali, anzi ci descrive i Cherubini come dei robot (per usare la terminologia impiegata dalla filologia ebraica che conosce da sempre questa verità attraverso il Talmud);

10) non è vero che la Bibbia parla di Satana/Lucifero come il principe dei demoni;

11) non è vero che la Bibbia descrive miracoli intesi come opera del soprannaturale;

12) non è vero che gli ebrei e la loro lingua esistevano come tali al tempo di Abramo (forse non è esistito neppure Abramo) e con ogni probabilità non esistevano neppure al tempo di Mosè;

13) non è vero che Yahweh ha emanato un codice etico valido per l’intera umanità;

14) non è vero che Gesù Cristo definiva “padre suo” il cosiddetto Dio biblico, cioè Yahweh;

15) non è vero che esiste “una” tradizione accreditata e universalmente accettata; le tradizioni non sono garanzia di verità, perché si annullano spesso le une con le altre.

Queste non sono verità assolute ma constatazioni che scaturiscono dalla lettura del testo. Quindi, in sostanza, e chi aspira a conoscere la verità su Dio e sui mondi spirituali la deve cercare altrove.

• questi e altri sono i contenuti inaccettabili che ho rilevato in anni di lavoro;

• questi e altri sono i contenuti che documento nei miei libri;

• questi e altri sono i contenuti che, come ho scritto in antecedenza, i teologi masoreti ebrei hanno probabilmente voluto o forse dovuto occultare per non correre il rischio di vedere annientato il loro popolo.

Questo succedeva nei secoli VI-IX d.C.; nei secoli successivi il misticismo espresso in varie correnti ha ulteriormente ricoperto di una spessa coltre di nebbia quelle verità inaccettabili e rischiose.

Dato il momento storico in cui operavano li posso anche capire. Però nel XXI secolo, le condizioni culturali e sociali sono profondamente mutate: quelli che ‘sanno’ hanno il dovere di iniziare a dire e ho visto con piacere che – anche in reazione ai miei precedenti libri – qualcuno ha cominciato a farlo persino su temi molto spinosi.

Il cammino è segnato, non rimane che continuare a percorrerlo con lo studio e le necessarie verifiche.

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Le 15 cose che secondo Mauro Biglino NON sono vere su quello che ci hanno sempre detto sulla Bibbia

Quello che ci è stato detto sulla Bibbia è falso?

Come dico sempre nelle conferenze, io ‘faccio finta che’ gli autori biblici non abbiano inventato favole ma si siano impegnati a mettere per iscritto vicende vissute nei tempi antichi, e allora, dopo anni di traduzioni dell’ebraico masoretico, con mente libera mi sento di dire che appaiono sufficientemente fondate e quindi formulabili le seguenti affermazioni:

1) non è vero che la Bibbia è un libro di religione;

2) non è vero che la Bibbia parla di Dio: ci racconta la storia degli Elohim e le vicende del patto che uno di loro (Yahweh) ha contratto con un popolo;

3) non è vero che la Bibbia parla di creazione: a partire dal primo versetto ci racconta la storia di ciò che hanno fatto “quelli là” (gli Elohim) per attrezzarsi a vivere sulla Terra;

4) non è vero che la Bibbia parla di creazione dell’uomo intesa come atto specifico dell’onnipotenza divina: riporta interventi di ingegneria genetica (Homo sapiens, Adamo ed Eva, Noè);

5) non è vero che Adamo ed Eva sono i progenitori dell’umanità;

6) non è vero che Yahweh, il presunto Dio, ha partecipato alla ‘fabbricazione’ dell’Adam;

7) non è vero che gli alberi del gan-eden (Giardino delleden)  si riferivano alla conoscenza del significato di bene e male e alla vita eterna e non è vero che Adamo e Eva hanno commesso il cosiddetto Peccato originale;

😎 non è vero che Yahweh, il presunto Dio, si occupava dell’umanità nella sua interezza;

9) non è vero che la Bibbia parla degli angeli come entità spirituali, anzi ci descrive i Cherubini come dei robot (per usare la terminologia impiegata dalla filologia ebraica che conosce da sempre questa verità attraverso il Talmud);

10) non è vero che la Bibbia parla di Satana/Lucifero come il principe dei demoni;

11) non è vero che la Bibbia descrive miracoli intesi come opera del soprannaturale;

12) non è vero che gli ebrei e la loro lingua esistevano come tali al tempo di Abramo (forse non è esistito neppure Abramo) e con ogni probabilità non esistevano neppure al tempo di Mosè;

13) non è vero che Yahweh ha emanato un codice etico valido per l’intera umanità;

14) non è vero che Gesù Cristo definiva “padre suo” il cosiddetto Dio biblico, cioè Yahweh;

15) non è vero che esiste “una” tradizione accreditata e universalmente accettata; le tradizioni non sono garanzia di verità, perché si annullano spesso le une con le altre.

Queste non sono verità assolute ma constatazioni che scaturiscono dalla lettura del testo. Quindi, in sostanza, e chi aspira a conoscere la verità su Dio e sui mondi spirituali la deve cercare altrove.

• questi e altri sono i contenuti inaccettabili che ho rilevato in anni di lavoro;

• questi e altri sono i contenuti che documento nei miei libri;

• questi e altri sono i contenuti che, come ho scritto in antecedenza, i teologi masoreti ebrei hanno probabilmente voluto o forse dovuto occultare per non correre il rischio di vedere annientato il loro popolo.

Questo succedeva nei secoli VI-IX d.C.; nei secoli successivi il misticismo espresso in varie correnti ha ulteriormente ricoperto di una spessa coltre di nebbia quelle verità inaccettabili e rischiose.

Dato il momento storico in cui operavano li posso anche capire. Però nel XXI secolo, le condizioni culturali e sociali sono profondamente mutate: quelli che ‘sanno’ hanno il dovere di iniziare a dire e ho visto con piacere che – anche in reazione ai miei precedenti libri – qualcuno ha cominciato a farlo persino su temi molto spinosi.

Il cammino è segnato, non rimane che continuare a percorrerlo con lo studio e le necessarie verifiche.

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Un bigino biglino

Secondo me la Bibbia è un magnifico romanzo

Vediamo se si svegliano un Po sto caproni,,,bravo biglino

Eppure esistono ancora. .la chiamano fede....

Io paragono la Bibbia alla storia della conquista del west con le relativa stragi dei nativi ad opera dei coloni per accaparrarsi pezzi di terra.

Tenório Batista Lima Sobrinho,Mariia Lima

La bibbia è solo un indizio di quanto possa essere accaduto qui sul nostro pianeta terra milioni anni orsono, non di meno trascorsi cosi moltissimi anni avranno di sicuro eliminato aggiunto e modificato x i propri scopi, però una cosa in me che nelle scritture mi colpisce molto dopo anni che studio, è la scrittura dove dice: se l uomo non sarà in grado di parlare dire veramente come stanno le cose, le pietre parleranno!! e basta osservare diverse strutture che anche oggi non sanno dare risposta chi le può averle costruite, ma la risposta c è, basta studiare, diventa retorica ....

Da ateo non posso che apprezzare il lavoro svolto da Mauro Biglino. Suppongo che il primo manoscritto fosse completamente diverso. Il modo di fare religione ha da sempre "manovrato" il popolo. Ovviamente è il mio modesto parere. Mi piacerebbe conoscere come è nata la parola "religione". Nutro dei dubbi che sia una parola composta.

E tutte queste verità ricavate da un libro di cui nessuno sa niente, scritto senza spazi e vocali, manipolato molte volte...

Mitico Mauro. Bravo.

Grazie, M. B. di questa preziosa sintesi che apre la mente a una più matura comprens6 della Bibbia, dissolve dubbi e libera dai preconcetti che la religione ha imposto.

Facciamo così diciamo che "tu hai ragione" bene da Cristiano ho vissuto una stupenda vita da credente ma,supponiamo che io ho ragione e che Dio (Gesù)e vero allora non vorrei proprio essere nei tuoi panni e piedi allontanando tante persone via da lui. Tu parli proprio come Tommaso se non vedo e tocco? Che Dio ti aiuti!!!

Gemma Ponzone.....😲😲😲😲😲😲😲😲😲😲😲😲😲

Fernando José

Gerardo Scarpato Francesco Pinto Salvatore Calzaretti

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10 months ago

Mauro Biglino Channel

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10 months ago

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Erano tutti uguali

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11 months ago

Mauro Biglino Channel

Il Kevod se ne va….e si ripresenta nel santuario di Gerusalemme

Un estratto delle pagine de “Il libro che cambierà per sempre le nostre idee sulla Bibbia”.

I capitoli che vanno dal 33 al 48 contengono il messaggio finale di salvezza per il popolo che si trova in esilio: ci saranno un nuovo Tempio e un nuovo culto guidato da un sacerdozio anch’esso rinnovato.

Nel capitolo 43 Ezechiele narra che l’Elohìm lo conduce su un alto monte da cui gli mostra il Tempio, lo pone poi alla porta rivolta a oriente e qui (Ez 43,2).

Ancora macchine volanti degli Elohìm, e ancora il grande frastuono!

Ezechiele annota infine che quella visione era come quella che aveva visto presso il fiume Kevàr.

L’intero testo di Ezechiele rimanda dunque a eventi cui il profeta ha assistito e che ha inteso descrivere con dovizia di particolari: macchine che volano guidate dagli Elohìm e che si presentano in varie localizzazioni geografiche che fungono anche da termine di confronto; proprio come in un normale racconto si dice che ciò che si è visto in un luogo assomiglia a – o è esattamente come – ciò che si era visto in altro luogo e in altro momento!

31 ottobre 2012 in Riflessioni. Tags :kevod, Mauro Biglino, traduzione letterarle bibbia

Video:
youtu.be/Nl8aB7QXgrk

ufoalieni.it/visione-ezechiele-carro-fuoco/
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Ciò che non vediamo non è detto che non esiste

Magari aveva proprio questa forma 👍😉

forse...

11 months ago

Mauro Biglino Channel

L’alieno nella Bibbia prende il posto di Dio: Biglino alla conquista di Olbia.
Da Marco Agostino Amucano

Olbia, 29 luglio 2018- È ormai di casa, qui ad Olbia, Mauro Biglino, colui che predica la Bibbia che tutti conosciamo, dove però chi interviene nella storia non è il Dio Onnipotente, ma l’Extraterrestre. Vista la larga partecipazione alle sue conferenze, gli incontri con i seguaci e curiosi si svolgono pertanto a cadenza regolare annuale. L’ultimo appuntamento, il quarto per la precisione, si è svolto venerdi 27 luglio, dalle ore 16,30, presso il Centro Congressi Blumarine, sala Corallo. “Antiche scritture, traduzioni e…”, questo il titolo della conferenza trasmessa in diretta. Quindici euro il costo del biglietto d’ingresso e prenotazione obbligatoria attraverso il seguitissimo blog dello stesso Biglino (vedi qui). Fervente seguace ed organizzatrice degli incontri olbiesi -da sempre- è Loredana Ricciu (nota Dana), ben nota in città anche come attivissima promoter e segretaria dell’Archeolbia, l’associazione culturale che -per diretto incarico del Direttore del Museo Diocesano della Diocesi di Tempio Ampurias- attualmente gestisce le visite guidate a pagamento nella ex cattedrale di San Simplicio.

www.olbia.it/olbiachefu-lalieno-nella-bibbia-prende-il-posto-di-dio-biglino-alla-conquista-di-olbia/
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L’alieno nella Bibbia prende il posto di Dio: Biglino alla conquista di Olbia.
Da Marco Agostino Amucano

Olbia, 29 luglio 2018- È ormai di casa, qui ad Olbia, Mauro Biglino, colui che predica la Bibbia che tutti conosciamo, dove però chi interviene nella storia non è il Dio Onnipotente, ma l’Extraterrestre. Vista la larga partecipazione alle sue conferenze, gli incontri con i seguaci e curiosi si svolgono pertanto a cadenza regolare annuale. L’ultimo appuntamento, il quarto per la precisione, si è svolto venerdi 27 luglio, dalle ore 16,30, presso il Centro Congressi Blumarine, sala Corallo. “Antiche scritture, traduzioni e…”, questo il titolo della conferenza trasmessa in diretta. Quindici euro il costo del biglietto d’ingresso e prenotazione obbligatoria attraverso il seguitissimo blog dello stesso Biglino (vedi qui). Fervente seguace ed organizzatrice degli incontri olbiesi  -da sempre- è Loredana Ricciu (nota Dana), ben nota in città anche come attivissima promoter e segretaria dell’Archeolbia, l’associazione culturale che  -per diretto incarico del Direttore del Museo Diocesano della Diocesi di Tempio Ampurias- attualmente gestisce le visite guidate a pagamento nella ex cattedrale di San Simplicio.

https://www.olbia.it/olbiachefu-lalieno-nella-bibbia-prende-il-posto-di-dio-biglino-alla-conquista-di-olbia/

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...diplomati complessati invidiosi e cristiani (manipolati)!

11 months ago

Mauro Biglino Channel

AVVISO IMPORTANTE

"Dopo otto anni di attività ininterrotta, stacco fino a metà settembre perché devo assolutamente dedicare il tempo ai miei problemi fisici altrimenti non ne esco più: non posso andare avanti a imbottirmi di farmaci per riuscire a lavorare e fare le conferenze.

Ho consegnato il lavoro che esce a novembre; il progetto internazionale che sta per partire è troppo importante e impegnativo: lo posso seguire solo se sto bene 🙂

Ci si risente quindi in autunno, per intanto non accederò alla rete e non potrò rispondere neppure alla messaggeria privata e alle mail.
Grazie molte amiche ed amici e a presto 🙂”

Mauro Biglino

PS Il calendario delle future conferenze già programmate si trova come sempre aggiornato in

maurobiglino.it/eventi/
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Non so quali problemi di salute la stia affliggendo! Spero che si rimetta presto, e mi raccomando cerchi di riposare un po'! Anche lei ha bisogno di staccare un'attimo! L'invio un forte abbraccio.

Le auguro di guarire al più presto e di potersi riposare!

Riguardati😘

Mente sana in corpore sano. A presto

Buon riposo e a presto

Abbi cura di te! prendendoti tutto il tempo necessario per ritornare in splendida forma!!!

buon riposo

In bocca al lupo!

Hai svegliato molte persone... il seme che hai gettato sta germogliando... ora è giusto che tu ti riprenda curandoti e riposando. Ti aspettiamo!

Tantissimi auguri di pronta guarigione !!

Siamo tutti con te!💜

Buona guarigione

.....ti voglio carico!...quindi riposati bene!

Ti aspettiamo.

Un abbraccio a Lei professore, come sempre grazie delle sue condivisioni i suoi interventi e il suo tempo... grazie, buon riposo e le auguro con tutto il cuore di riprenderai al top della forma, torni presto e più carico ed in forma che mai. Un abbraccio con affetto Mauro

Auguri e torna presto

Un augurio di una presta guarigione

Grazie e buona ripresa...

Ma cosa ha?! Lo vorrei sapere anche io! Guarisci presto presto!

Riposa e riprendi..

Dalle mie parti si dice "quatalati" che vuol dire tutelati, riguardati. A settembre ci ritrovi qua, tutti ormai sei diventato il nostro "guru" scherzo ovviamente, buona guarigione e che dio ti assista ( a rischerzo) a presto Mauro.

Ciao Mauro, sono un tuo ammiratore. Mi dispiace che hai problemi di salute, avendo visto che portavi il collarino ho dedotto che soffri di artrosi o simili, io mi sono curato ottimamente andando da una brava agopunturista . Se vieni qui a Cancùn te la presento è mia amica.

Buona guarigione😉 riposati

..sei importante......rafforza la salute......

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11 months ago

Mauro Biglino Channel

Intervista- Si parla di:
1-Eva mitocondriale
2-l’anello mancante
3-Perché gli Elohim avevano bisogno d’oro.
4-L’etica Laica

(12min.)
youtu.be/QMWJKk0PrIUISCRIVETEVI ORA PER RICEVERE GLI AGGIORNAMENTI, SE SIETE GIA' ISCRITTI AL CANALE CONDIVIDETE QUESTO VIDEO. Sui seguenti link i canali del Network YouTube di ...
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11 months ago

Mauro Biglino Channel

Copio/incollo

"Oggi sono stato in Unoeditori per firmare I libri e registrare le risposte personalizzate alle domande poste dai primi acquirenti della riedizione aggiornata del mio primo libro biblico e ho visto la quantità incredibile di richieste di conferenze per il 2019.
Come già detto, dopo la conferenza di Olbia del 27 luglio e dopo 8 anni di impegno pressoché ininterrotto, sono veramente costretto a spegnere tutti gli interruttori fino a metà settembre per cercare di ottenere miglioramenti ai miei problemi: condizione irrinunciabile per affrontare sia le conferenze che l'importante progetto internazionale che mi attende.
Dopo questo periodo vedremo di fare il calendario per l'anno prossimo.
Grazie a tutti 🙂 🙂 🙂"

Mauro Biglino
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Forza Mauro !

Grazie a lei e buon riposo

Auguro un buon riposo al Prof. Ormai il giusto sentiero è stato aperto nella nostra mente ..... e certamente non lo faremo chiudere .... Grazie per averci nutrito del tuo sapere .... Resto in attesa di altro nutrimento !!

Dico solo: Grazie ed in bocca al lupo

grande Mauro

Buon riposo maestro💓

Devi credere in te stesso e dire io non ho nulla, vedrai che sará così , la forza della nostra mente fá miracoli, auguri di cuore

Buongiorno Prof.Biglino, penso sia un meritato riposo e soprattutto non sottovalutare l’aspetto salute. Auguro buone vacanze. A presto!

Buon riposo

Buone vacanze e rimettiti in forze, noi ci siamo comunque.

Auspico che tu raggiunga le soluzioni che ti servono. Auguri

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11 months ago

Mauro Biglino Channel

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11 months ago

Mauro Biglino Channel

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11 months ago

Mauro Biglino Channel

ISCRIVITI AL CANALE! Mauro Biglino 2018 - MEZZOSANGUE: Ecco gli individui SPECIALI della Storia! ESTRATTO EPICO DI UNA CONFERENZA DI MAURO BIGLINO FAMMI SAPE... ... See MoreSee Less

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Bereshit bara elohim......."Bara"barrë(alb)Da proto-albanese * barā , da * bhor-eh₂ ( " carico, carico " ) , in definitiva da proto-Indo-europeo * bʰer- ( " trasportare " ) . Cognate al greco antico φορά ( phorá , " carico, carico "

adam afar_farë (alb) f ( plurale indefinito fara , definito singolare fara , definito plurale farat ) seme sperma , sperma discendenti , lignaggio , progenie , prole

Bereshit(genesi)..comparata con l'albanese "beresit" plurale di bërës_autore (quello che fa qualcosa)...beresit_gli autori...

11 months ago

Mauro Biglino Channel

Gli antichi non raccontavano favole.

youtu.be/Qv_3fIL3PWkGRAZIE a UNOEDITORI visitate il sito: unoeditori.com/ . Audio perfetto. Per supportare il canale : streamlabs.com/ytcommunication Grazie! Isc...
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Stupenda performance ❤

11 months ago

Mauro Biglino Channel

LA BIBBIA UN LIBRO CHE INSEGNA L'AMORE DI DIO

"Forse " dovremmo leggere ANCHE questo :

Deuteronomio, 2:33-34 – Sotto la guida di Dio, gli israeliti sterminarono completamente gli uomini, le donne ed i bambini di Sicon. – “Non vi lasciammo nessuno in vita.“

Deuteronomio, 3:6 – Sotto la guida di Dio, gli israeliti sterminarono completamente gli uomini, le donne ed i bambini di Og. Saccheggiarono il bestiame ed i possedimenti.

Deuteronomio, 7:2 – Dio parlò ad ogni uomo d’Israele e, riguardo i nemici, proclamò: “Tu li voterai allo sterminio; non farai alleanza con loro e non farai loro grazia.”

Deuteronomio, 20:13-14 – Dio stabilì le regole della guerra ordinando il massacro di tutti gli uomini. Tralasciò le donne, i bambini, il bestiame ed i possedimenti che potevano essere tenuti come preda.

Deuteronomio, 20:16 – “Nelle città di questi popoli che il Signore, il tuo Dio, ti dà come eredità, non conserverai in vita nulla che respiri.”

Deuteronomio, 21:10-13 – Secondo la legge di Dio, se un uomo israelita, durante una guerra, avesse avvistato una donna attraente, avrebbe potuto catturarla e tenerla per moglie. La donna, quindi, avrebbe dovuto radersi il capo, tagliarsi le unghie e togliersi i vestiti che indossava al momento della cattura. Avrebbe dovuto piangere suo padre e sua madre per un mese intero. E qualora il soldato non fosse rimasto soddisfatto, avrebbe potuto lasciarla andare “dove vorrà.“

Deuteronomio, 28:53 – La punizione di Dio per i disobbedienti prevedeva che questi mangiassero “il frutto del proprio seno, le carni dei propri figli e delle proprie figlie.“

Giosuè, 6:21-27 – Sotto la direzione di Dio Giosuè distrusse l’intera città di Gerico con la punta della spada; uomini, donne e bambini inclusi. Tenne l’argento, l’oro, il bronzo ed il ferro per Dio e, infine, diede fuoco alla città.

Giosuè, 7:19-26 – Acan rubò “un mantello di Scinear, duecento sicli d’argento e una sbarra d’oro del peso di cinquanta sicli.” – Giosuè e gli israeliti portarono Acan, il bottino, i suoi figli, le sue figlie, il bestiame, gli asini, le mule e tutti i suoi possedimenti sulla valle di Acor, dove li lapidarono e bruciarono vivi.

Giosuè, 8:22-25 – Dio appoggiò Giosuè nel combattere e sterminare dodicimila uomini e donne nella città di Ai. Nessuno sopravvisse.

Giosuè, 10:10-27 – Dio aiutò Giosuè nel massacro dei Gabaoniti.

Giosuè, 10:28 – Con l’approvazione di Dio, Giosuè passò la città di Machedda ed il suo re “a fil di spada” – “Li votò allo sterminio con tutte le persone che vi si trovavano; non ne lasciò scampare una.“

Giosuè, 10:30 – Dio mise la città di Libna nelle mani di Giosuè. “Giosuè la mise a fil di spada con tutte le persone che vi si trovavano; non ne lasciò scampare una.“

Giosuè, 10:32-33 – Dio diede la sua approvazione affinché Giosuè uccidesse ogni uomo, donna e bambino della città di Lachis. Con la spada.

Giosuè, 10:34-35 – Tutti gli abitanti della città di Eglon furono falciati dalle spade di Giosuè e della sua armata.

Giosuè, 10:36-37 – Dio lasciò che Giosuè uccidesse il re di Ebron ed il suo villaggio con ogni suo abitante. – “Non ne lasciò sfuggire una, esattamente come aveva fatto a Eglon; la votò allo sterminio con tutte le persone che vi si trovavano.“

Giosuè, 10:38-39 – “Poi Giosuè con tutto Israele tornò verso Debir, e l’attaccò.” – Morirono tutti.

Giosuè, 11:6 – Dio ordinò a Giosuè di sconfiggere il nemico presso le acque di Merom. “Tu taglierai i garretti ai loro cavalli e darai fuoco ai loro carri.“

Giosuè, 11:8-15 – L’esercito di Giosuè, sotto il comando di Dio, sterminò il nemico “senza lasciarne scampare nessuno.“

Giosuè, 11:20 – “Infatti il Signore faceva sì che il loro cuore si ostinasse a dar battaglia a Israele, perché Israele li votasse allo sterminio senza che ci fosse pietà per loro, e li distruggesse come il Signore aveva comandato a Mosè.“

Giudici, 1:4 – Il Signore mise nelle mani di Giuda i Cananei e i Ferezei. Diecimila vittime.

Giudici, 1:6 – Adoni-Bezec – dei Cananiti – si diede alla fuga, ma l’esercito di Giuda lo raggiunse e “gli tagliarono i pollici e gli alluci.“

Giudici, 1:8 – Dio approvò l’attacco di Giuda alla città di Gerusalemme. L’esercito di Giuda mise la città a ferro e fuoco.

Giudici, 1:17 – “Poi Giuda partì con Simeone suo fratello, e sconfissero i Cananei che abitavano in Sefat; distrussero interamente la città.“

Giudici, 3:29 – Il signore mise i moabiti nelle mani degli israeliti. “In quel tempo sconfissero circa diecimila Moabiti, tutti robusti e valorosi; non ne scampò neppure uno.“

Giudici, 4:21 – Iael, con un martello, piantò un piuolo nella testa di Sisera, “tanto che esso penetrò in terra.“

Giudici, 7:19-25 – Sotto la guida del Signore la gente di Gedeone sconfisse i madianiti. Uccise e decapitò il loro principe e ne consegnò la testa a Gedeone.

Giudici, 8:15-21 – Gedeone castigò gli uomini di Succot con rovi e spine del deserto. Quindi “abbatté la torre di Penuel e uccise la gente della città.“

Giudici, 9:5 – Abimelec assassinò i suoi fratelli.

Giudici, 9:45 – Abimelec e i suoi seguaci uccisero tutti gli uomini della città. Poi li cosparsero di sale.

Giudici, 9:53-54 – Abimelec riposava tranquillo nella città di Tebes quando “una donna gettò giù un pezzo di macina sulla testa di Abimelec e gli spezzò il cranio.” – “Egli chiamò subito il giovane che gli portava le armi, e gli disse: «Estrai la spada e uccidimi, affinché non si dica: “Lo ha ammazzato una donna!”» Il suo servo allora lo trafisse ed egli morì.“

Giudici, 11:29-39 – Iefte sacrificò sull’altare del Signore la sua amata figliuola per ringraziarlo di avergli concesso la vittoria in battaglia.

Giudici, 15:15 – Sansone uccise mille uomini con “una mascella d’asino ancora fresca.“

Giudici, 16:27-30 – Dio concesse a Sansone la forza per buttare giù le colonne del tempio ed uccidere tremila persone.

Giudici, 18:27 – I daniti giunsero a Lais, “da un popolo che se ne stava tranquillo e senza timori; lo passarono a fil di spada e diedero la città alle fiamme.“

Giudici, 19:22-29 – Un viaggiatore di Betlemme, la sua compagna ed un servo erano ospiti nella dimora di un anziano signore a Ghibea quando “gente perversa” circondò l’abitazione chiedendo di “abusare” dell’ospite maschio. L’anziano padrone di casa offrì agli assalitori la sua figlia vergine e la compagna del suo ospite, implorandoli: “Ecco qua mia figlia che è vergine, e la concubina di quell’uomo; io ve le condurrò fuori e voi abusatene e fatene quel che vi piacerà; ma non commettete contro quell’uomo una simile infamia!” – La signora subì uno stupro e morì. Il viaggiatore caricò il corpo senza vita della donna su un asino, tornò a casa, “si munì di un coltello, prese la sua concubina e la divise, membro per membro, in dodici pezzi, che mandò per tutto il territorio d’Israele.“

Giudici, 20:43-48 – Gli israeliti uccisero venticinquemila uomini. Seicento fuggirono nel deserto. Gli israeliti li raggiunsero e “li passarono a fil di spada, dagli abitanti delle città al bestiame, a tutto quello che si trovava; e diedero alle fiamme tutte le città che trovarono.“

Giudici, 21:10-12 – La comunità uccise ogni uomo e ogni donna non vergine di Iabes in Galaad. Trovarono quattrocento vergini da portare con sé.

1 Samuele, 4:10 – I filistei uccisero trentamila soldati israeliti.

1 Samuele, 5:6-9 – Come punizione per aver rubato l’Arca dell’Alleanza, “il Signore colpì gli uomini della città, piccoli e grandi, e un flagello d’emorroidi scoppiò in mezzo a loro.“

1 Samuele, 6:19 – “Il Signore colpì gli abitanti di Bet-Semes, perché avevano guardato dentro l’arca del Signore; colpì settanta uomini fra i cinquantamila del popolo.“

1 Samuele, 7:7-11 – Il Signore aiutò gli uomini di Samuele ad uccidere i filistei, che li inseguirono “e li batterono fin sotto Bet-Car.“

1 Samuele, 11:11 – Sotto la benedizione di Dio, Saul ed il suo esercito massacrarono gli Ammoniti “finché il giorno si fece caldo.“

1 Samuele, 14:31 – Giònata e i suoi uomini sconfissero i filistei, “si gettarono sulla preda e presero pecore, buoi e vitelli e li macellarono e li mangiarono con il sangue.“

1 Samuele, 15:7-8 – Dio ordina a Saul: “Va’ dunque e colpisci Amalek e vota allo sterminio quanto gli appartiene, non lasciarti prendere da compassione per lui, ma uccidi uomini e donne, bambini e lattanti, buoi e pecore, cammelli e asini.“

1 Samuele, 15:33 – “Samuele trafisse Agag davanti al Signore in Gàlgala.“

1 Samuele, 18:27 – Davide ed i suoi uomini uccisero duecento filistei, prelevando “i loro prepuzi“, che Davide “contò davanti al re per diventare genero del re. Saul gli diede in moglie la figlia Mikal.“

1 Samuele, 30:17 – Davide lasciò in vita solo quattrocento filistei, che riuscirono a fuggire.

2 Samuele, 2:23 – Abner colpì Asaèl “con la punta della lancia al basso ventre, così che la lancia gli uscì di dietro ed egli cadde sul posto.“

2 Samuele, 3:30 – Ioab e Abisai vendicarono la morte di Asaèl uccidendo Abner.

2 Samuele, 4:7-8 – Is-Bàal riposava indisturbato nel suo letto quando Recàb e Baanà entrarono nella stanza. “Lo colpirono, l’uccisero e gli tagliarono la testa; poi, portando via la testa di lui, presero la via dell’Araba, camminando tutta la notte.” – Davide non sopportava che un uomo innocente fosse stato ucciso.

2 Samuele, 4:12 – Davide punì Recàb e Baanà uccidendoli, tagliando loro le mani e i piedi ed appendendoli presso la piscina di Ebron.

2 Samuele, 6:6-7 – Il bue che trasportava l’Arca cadde a terra sfinito, e Uzzà accorse per rimetterlo in piedi. “L’ira del Signore si accese contro Uzzà; Dio lo percosse per la sua colpa ed egli morì sul posto, presso l’arca di Dio.“

2 Samuele, 6:22-23 – Davide subì le beffe di Mikal per essersi “scoperto davanti agli occhi delle serve dei suoi servi, come si scoprirebbe un uomo da nulla.” – Così Dio punì Mikal, figlia di Saul, che “non ebbe figli fino al giorno della sua morte.” – Si noti la contraddizione con 2 Samuele 21:8, dove è narrato che Mikal ebbe cinque figli.

2 Samuele, 8:1-18 – Le imprese di Davide compresero l’uccisione di due terzi dei soldati Moabiti, l’azzoppamento di seimilanovecento cavalli, lo sterminio di di ventiduemila siriani e di diciottomila edomiti. Il verso 6 recita: “Il Signore rendeva vittorioso Davide dovunque egli andava.“

2 Samuele, 10:18 – Davide uccise settecento pariglie di cavalli e quarantamila Aramei.

2 Samuele, 11:14-27 – Davide desiderò ardentemente la moglie di Uria, quindi lo fece uccidere in battaglia perché potesse avere Betsabea tutta per sé.

2 Samuele, 12:1 – “Ma ciò che Davide aveva fatto era male agli occhi del Signore.” – Per punirlo il Signore uccise il suo bambino.

2 Samuele, 13:1-15 – Il figlio di Davide – e di Betsabea – Amnòn si innamorò di sua sorella Tamàr, vergine. Tamàr protestò i corteggiamenti del fratello, ma – verso 14 – “egli non volle ascoltarla: fu più forte di lei e la violentò unendosi a lei.“

2 Samuele, 13:28-29 – Il fratello di Tamàr, Absalom, ordinò ai suoi uomini di rendere ebbro Amnòn per poi ucciderlo e vendicare lo stupro di sua sorella.

2 Samuele, 18:6-7 – L’armata di Davide sterminò ventimila uomini nella foresta di Efraim.

2 Samuele, 18:15 – Ioab “prese in mano tre dardi e li immerse nel cuore di Assalonne, che era ancora vivo nel folto del terebinto.” – “Poi dieci giovani scudieri di Ioab circondarono Assalonne, lo colpirono e lo finirono.“

2 Samuele, 20:10-12 – Ioab conficcò un pugnale nello stomaco di Amasà, rovesciandone l’intestino per terra. Amasà morì nel bel mezzo della strada rotolandosi nel suo stesso sangue.

2 Samuele, 24:15 – Dio mandò una pestilenza sulla città di Israele per punire Davide del suo peccato. Morirono settantamila innocenti.

1 Re, 2:24-25 – Solomone uccise Adonia.

1 Re, 2:29-34 – Solomone uccise Ioab.

1 Re, 13-15-24 – Un profeta mentì ad un uomo, convincendolo a bere acqua e mangiare pane in un posto in cui il Signore aveva precedentemente proibito lui di farlo. L’uomo, rassicurato, mangiò e bevve in quel posto. Dio mandò un leone a punirlo, “il suo cadavere rimase steso sulla strada.“

1 Re, 20:29-30 – Gli israeliti si batterono contro i siriani. L’ammontare di vittime per ogni singolo giorno fu di centomila. Sulle restanti ventisettemila crollò un muro di pietra.

2 Re, 1:10-12 – Elia richiamò un fuoco dal cielo, invocando l’aiuto di Dio, e cinquanta uomini furono consumati dalle fiamme.

2 Re, 2:23-24 – Eliseo camminava per strada quando quarantadue bambini si presero gioco della sua calvizie. “Egli si voltò, li guardò e li maledisse nel nome del Signore. Allora uscirono dalla foresta due orse, che sbranarono quarantadue di quei fanciulli.“

2 Re, 5:27 – Eliseo maledice Ghecazi e i suoi discendenti, per sempre, con la lebbra. “Egli si allontanò da Eliseo, bianco come la neve per la lebbra.“

2 Re, 6:18-19 – Il nemico si incamminò verso Eliseo ed egli, rivolgendosi al Signore, supplicò: “Oh, colpisci questa gente di cecità!. E il Signore li colpì di cecità secondo la parola di Eliseo.” – “Disse loro Eliseo: Non è questa la strada e non è questa la città. Seguitemi e io vi condurrò dall’uomo che cercate. Egli li condusse in Samaria.” – “Quando giunsero in Samaria, Eliseo disse: Signore, apri i loro occhi; essi vedano!. Il Signore aprì i loro occhi ed essi videro. Erano in mezzo a Samaria!“

2 Re, 6:29 – Una donna si lamentò di patire la fame davanti al re di Israele. Era triste perché aveva accettato di cucinare e mangiare suo figlio.

2 Re, 9:24 – Ieu tradì Ioram, poi lo uccise colpendolo con arco e freccia nel mezzo delle spalle. “La freccia gli attraversò il cuore.“

2 Re, 9:27 – Ieu ordinò ai suoi uomini di inseguire ed uccidere Acazia, re di Giuda.

2 Re, 9:30-37 – Ieu fece uccidere Gezebele. “Il suo sangue schizzò sul muro e sui cavalli. Ieu passò sul suo corpo, poi entrò, mangiò e bevve; alla fine ordinò: Andate a vedere quella maledetta e seppellitela, perché era figlia di re.” – “Andati per seppellirla, non trovarono altro che il cranio, i piedi e le palme delle mani.” – “Tornati, riferirono il fatto a Ieu, che disse: Si è avverata così la parola che il Signore aveva detta per mezzo del suo servo Elia il Tisbita: Nel campo di Izreèl i cani divoreranno la carne di Gezabele.” – “E il cadavere di Gezabele nella campagna sarà come letame, perché non si possa dire: Questa è Gezabele.“

2 Re, 10:7 – Ieu ordinò che i settanta figli di Acab venissero decapitati. “Quindi posero le loro teste in panieri e le mandarono da lui.“

2 Re, 10:14 – Ieu ordinò la morte della famiglia di Acab, settantadue persone in totale.

2 Re, 10:17 – Secondo il racconto di Dio Ieu si recò a Samaria e sterminò “tutti i superstiti della casa di Acab fino ad annientarla, secondo la parola che il Signore aveva comunicata a Elia.“

2 Re, 10:19-27 – Ieu intrappolò gli adoratori di Baal nel tempio, poi disse alle guardie: “Entrate, uccideteli. Nessuno scappi.“

2 Re, 11:1 – Atalia distrusse la famiglia reale.

2 Re, 14:5 – Amazia fece giustiziare gli ufficiali che uccisero suo padre.

2 Re, 14:3-5 – Dio si arrabbiò con Amazia, anche se egli aveva fatto ciò che era giusto agli occhi del Signore. Le alte cariche non erano ancora state eliminate, e Dio era geloso dei loro sacrifici sull’altare. Così, Egli punì Azaria con la lebbra.

2 Re, 15:16 – Menachem attaccò la città di Tifsach, distruggendola, e “fece sventrare tutte le donne incinte.“

2 Re, 19:35 – Un angelo del signore sterminò centottantacinquemila uomini nei campi assiri.

2 Cronache, 13:17 – Dio diede il controllo degli israeliti ad Abia e Giuda. Cinquecentomila nemici morirono.

2 Cronache, 21:4 – “Ioram prese in possesso il regno di suo padre e quando si fu rafforzato, uccise di spada tutti i suoi fratelli e, con loro, anche alcuni ufficiali di Israele.“

Isaia, 13:15 – Isaia vide una profezia sulle sorti di Babilonia. “Quanti saranno trovati, saranno trafitti, quanti saranno presi, periranno di spada. I loro piccoli saranno sfracellati davanti ai loro occhi;
saranno saccheggiate le loro case, disonorate le loro mogli.“

Isaia, 13:18 – “Con i loro archi abbatteranno i giovani, non avranno pietà dei piccoli appena nati, i loro occhi non avranno pietà dei bambini.“

Isaia, 14:21-23 – “Preparate il massacro dei suoi figli a causa dell’iniquità del loro padre e non sorgano più a conquistare la terra e a riempire il mondo di rovine. Io insorgerò contro di loro – parola del Signore degli eserciti -, sterminerò il nome di Babilonia e il resto, la prole e la stirpe – oracolo del Signore -. Io la ridurrò a dominio dei ricci, a palude stagnante; la scoperò con la scopa della distruzione – oracolo del Signore degli eserciti -.“

Isaia, 49:26 – La punizione di Dio contro coloro che attaccano Israele: “Farò mangiare le loro stesse carni ai tuoi oppressori, si ubriacheranno del proprio sangue come di mosto.“

Geremia, 16:4 – La parola del Signore a proposito dei bambini nati in questa terra: “Moriranno di malattie strazianti, non saranno rimpianti né sepolti, ma saranno come letame sulla terra. Periranno di spada e di fame; i loro cadaveri saranno pasto degli uccelli dell’aria e delle bestie della terra.“

Esdra, 6:12-13 – Il decreto del re Dario stabilì che, qualora qualcuno avesse cambiato il suo editto, “si tolga una trave dalla sua casa, la si rizzi ed egli vi sia impiccato. Poi la sua casa sia ridotta a letamaio.“

Ezechiele, 20:26 – Israele insorse, e la punizione di Dio fu sobria. “Feci sì che si contaminassero nelle loro offerte facendo passare per il fuoco ogni loro primogenito, per atterrirli, perché riconoscessero che io sono il Signore.“
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LA BIBBIA UN LIBRO CHE INSEGNA LAMORE DI DIO

Forse  dovremmo leggere ANCHE questo :

Deuteronomio, 2:33-34 – Sotto la guida di Dio, gli israeliti sterminarono completamente gli uomini, le donne ed i bambini di Sicon. – “Non vi lasciammo nessuno in vita.“

Deuteronomio, 3:6 – Sotto la guida di Dio, gli israeliti sterminarono completamente gli uomini, le donne ed i bambini di Og. Saccheggiarono il bestiame ed i possedimenti.

Deuteronomio, 7:2 – Dio parlò ad ogni uomo d’Israele e, riguardo i nemici, proclamò: “Tu li voterai allo sterminio; non farai alleanza con loro e non farai loro grazia.”

Deuteronomio, 20:13-14 – Dio stabilì le regole della guerra ordinando il massacro di tutti gli uomini. Tralasciò le donne, i bambini, il bestiame ed i possedimenti che potevano essere tenuti come preda.

Deuteronomio, 20:16 – “Nelle città di questi popoli che il Signore, il tuo Dio, ti dà come eredità, non conserverai in vita nulla che respiri.”

Deuteronomio, 21:10-13 – Secondo la legge di Dio, se un uomo israelita, durante una guerra, avesse avvistato una donna attraente, avrebbe potuto catturarla e tenerla per moglie. La donna, quindi, avrebbe dovuto radersi il capo, tagliarsi le unghie e togliersi i vestiti che indossava al momento della cattura. Avrebbe dovuto piangere suo padre e sua madre per un mese intero. E qualora il soldato non fosse rimasto soddisfatto, avrebbe potuto lasciarla andare “dove vorrà.“

Deuteronomio, 28:53 – La punizione di Dio per i disobbedienti prevedeva che questi mangiassero “il frutto del proprio seno, le carni dei propri figli e delle proprie figlie.“

Giosuè, 6:21-27 – Sotto la direzione di Dio Giosuè distrusse l’intera città di Gerico con la punta della spada; uomini, donne e bambini inclusi. Tenne l’argento, l’oro, il bronzo ed il ferro per Dio e, infine, diede fuoco alla città.

Giosuè, 7:19-26 – Acan rubò “un mantello di Scinear, duecento sicli d’argento e una sbarra d’oro del peso di cinquanta sicli.” – Giosuè e gli israeliti portarono Acan, il bottino, i suoi figli, le sue figlie, il bestiame, gli asini, le mule e tutti i suoi possedimenti sulla valle di Acor, dove li lapidarono e bruciarono vivi.

Giosuè, 8:22-25 – Dio appoggiò Giosuè nel combattere e sterminare dodicimila uomini e donne nella città di Ai. Nessuno sopravvisse.

Giosuè, 10:10-27 – Dio aiutò Giosuè nel massacro dei Gabaoniti.

Giosuè, 10:28 – Con l’approvazione di Dio, Giosuè passò la città di Machedda ed il suo re “a fil di spada” – “Li votò allo sterminio con tutte le persone che vi si trovavano; non ne lasciò scampare una.“

Giosuè, 10:30 – Dio mise la città di Libna nelle mani di Giosuè. “Giosuè la mise a fil di spada con tutte le persone che vi si trovavano; non ne lasciò scampare una.“

Giosuè, 10:32-33 – Dio diede la sua approvazione affinché Giosuè uccidesse ogni uomo, donna e bambino della città di Lachis. Con la spada.

Giosuè, 10:34-35 – Tutti gli abitanti della città di Eglon furono falciati dalle spade di Giosuè e della sua armata.

Giosuè, 10:36-37 – Dio lasciò che Giosuè uccidesse il re di Ebron ed il suo villaggio con ogni suo abitante. – “Non ne lasciò sfuggire una, esattamente come aveva fatto a Eglon; la votò allo sterminio con tutte le persone che vi si trovavano.“

Giosuè, 10:38-39 – “Poi Giosuè con tutto Israele tornò verso Debir, e l’attaccò.” – Morirono tutti.

Giosuè, 11:6 – Dio ordinò a Giosuè di sconfiggere il nemico presso le acque di Merom. “Tu taglierai i garretti ai loro cavalli e darai fuoco ai loro carri.“

Giosuè, 11:8-15 – L’esercito di Giosuè, sotto il comando di Dio, sterminò il nemico “senza lasciarne scampare nessuno.“

Giosuè, 11:20 – “Infatti il Signore faceva sì che il loro cuore si ostinasse a dar battaglia a Israele, perché Israele li votasse allo sterminio senza che ci fosse pietà per loro, e li distruggesse come il Signore aveva comandato a Mosè.“

Giudici, 1:4 – Il Signore mise nelle mani di Giuda i Cananei e i Ferezei. Diecimila vittime.

Giudici, 1:6 – Adoni-Bezec – dei Cananiti – si diede alla fuga, ma l’esercito di Giuda lo raggiunse e “gli tagliarono i pollici e gli alluci.“

Giudici, 1:8 – Dio approvò l’attacco di Giuda alla città di Gerusalemme. L’esercito di Giuda mise la città a ferro e fuoco.

Giudici, 1:17 – “Poi Giuda partì con Simeone suo fratello, e sconfissero i Cananei che abitavano in Sefat; distrussero interamente la città.“

Giudici, 3:29 – Il signore mise i moabiti nelle mani degli israeliti. “In quel tempo sconfissero circa diecimila Moabiti, tutti robusti e valorosi; non ne scampò neppure uno.“

Giudici, 4:21 – Iael, con un martello, piantò un piuolo nella testa di Sisera, “tanto che esso penetrò in terra.“

Giudici, 7:19-25 – Sotto la guida del Signore la gente di Gedeone sconfisse i madianiti. Uccise e decapitò il loro principe e ne consegnò la testa a Gedeone.

Giudici, 8:15-21 – Gedeone castigò gli uomini di Succot con rovi e spine del deserto. Quindi “abbatté la torre di Penuel e uccise la gente della città.“

Giudici, 9:5 – Abimelec assassinò i suoi fratelli.

Giudici, 9:45 – Abimelec e i suoi seguaci uccisero tutti gli uomini della città. Poi li cosparsero di sale.

Giudici, 9:53-54 – Abimelec riposava tranquillo nella città di Tebes quando “una donna gettò giù un pezzo di macina sulla testa di Abimelec e gli spezzò il cranio.” – “Egli chiamò subito il giovane che gli portava le armi, e gli disse: «Estrai la spada e uccidimi, affinché non si dica: “Lo ha ammazzato una donna!”» Il suo servo allora lo trafisse ed egli morì.“

Giudici, 11:29-39 – Iefte sacrificò sull’altare del Signore la sua amata figliuola per ringraziarlo di avergli concesso la vittoria in battaglia.

Giudici, 15:15 – Sansone uccise mille uomini con “una mascella d’asino ancora fresca.“

Giudici, 16:27-30 – Dio concesse a Sansone la forza per buttare giù le colonne del tempio ed uccidere tremila persone.

Giudici, 18:27 – I daniti giunsero a Lais, “da un popolo che se ne stava tranquillo e senza timori; lo passarono a fil di spada e diedero la città alle fiamme.“

Giudici, 19:22-29 – Un viaggiatore di Betlemme, la sua compagna ed un servo erano ospiti nella dimora di un anziano signore a Ghibea quando “gente perversa” circondò l’abitazione chiedendo di “abusare” dell’ospite maschio. L’anziano padrone di casa offrì agli assalitori la sua figlia vergine e la compagna del suo ospite, implorandoli: “Ecco qua mia figlia che è vergine, e la concubina di quell’uomo; io ve le condurrò fuori e voi abusatene e fatene quel che vi piacerà; ma non commettete contro quell’uomo una simile infamia!” – La signora subì uno stupro e morì. Il viaggiatore caricò il corpo senza vita della donna su un asino, tornò a casa, “si munì di un coltello, prese la sua concubina e la divise, membro per membro, in dodici pezzi, che mandò per tutto il territorio d’Israele.“

Giudici, 20:43-48 – Gli israeliti uccisero venticinquemila uomini. Seicento fuggirono nel deserto. Gli israeliti li raggiunsero e “li passarono a fil di spada, dagli abitanti delle città al bestiame, a tutto quello che si trovava; e diedero alle fiamme tutte le città che trovarono.“

Giudici, 21:10-12 – La comunità uccise ogni uomo e ogni donna non vergine di Iabes in Galaad. Trovarono quattrocento vergini da portare con sé.

1 Samuele, 4:10 – I filistei uccisero trentamila soldati israeliti.

1 Samuele, 5:6-9 – Come punizione per aver rubato l’Arca dell’Alleanza, “il Signore colpì gli uomini della città, piccoli e grandi, e un flagello d’emorroidi scoppiò in mezzo a loro.“

1 Samuele, 6:19 – “Il Signore colpì gli abitanti di Bet-Semes, perché avevano guardato dentro l’arca del Signore; colpì settanta uomini fra i cinquantamila del popolo.“

1 Samuele, 7:7-11 – Il Signore aiutò gli uomini di Samuele ad uccidere i filistei, che li inseguirono “e li batterono fin sotto Bet-Car.“

1 Samuele, 11:11 – Sotto la benedizione di Dio, Saul ed il suo esercito massacrarono gli Ammoniti “finché il giorno si fece caldo.“

1 Samuele, 14:31 – Giònata e i suoi uomini sconfissero i filistei, “si gettarono sulla preda e presero pecore, buoi e vitelli e li macellarono e li mangiarono con il sangue.“

1 Samuele, 15:7-8 – Dio ordina a Saul: “Va’ dunque e colpisci Amalek e vota allo sterminio quanto gli appartiene, non lasciarti prendere da compassione per lui, ma uccidi uomini e donne, bambini e lattanti, buoi e pecore, cammelli e asini.“

1 Samuele, 15:33 – “Samuele trafisse Agag davanti al Signore in Gàlgala.“

1 Samuele, 18:27 – Davide ed i suoi uomini uccisero duecento filistei, prelevando “i loro prepuzi“, che Davide “contò davanti al re per diventare genero del re. Saul gli diede in moglie la figlia Mikal.“

1 Samuele, 30:17 – Davide lasciò in vita solo quattrocento filistei, che riuscirono a fuggire.

2 Samuele, 2:23 – Abner colpì Asaèl “con la punta della lancia al basso ventre, così che la lancia gli uscì di dietro ed egli cadde sul posto.“

2 Samuele, 3:30 – Ioab e Abisai vendicarono la morte di Asaèl uccidendo Abner.

2 Samuele, 4:7-8 – Is-Bàal riposava indisturbato nel suo letto quando Recàb e Baanà entrarono nella stanza. “Lo colpirono, l’uccisero e gli tagliarono la testa; poi, portando via la testa di lui, presero la via dell’Araba, camminando tutta la notte.” – Davide non sopportava che un uomo innocente fosse stato ucciso.

2 Samuele, 4:12 – Davide punì Recàb e Baanà uccidendoli, tagliando loro le mani e i piedi ed appendendoli presso la piscina di Ebron.

2 Samuele, 6:6-7 – Il bue che trasportava l’Arca cadde a terra sfinito, e Uzzà accorse per rimetterlo in piedi. “L’ira del Signore si accese contro Uzzà; Dio lo percosse per la sua colpa ed egli morì sul posto, presso l’arca di Dio.“

2 Samuele, 6:22-23 – Davide subì le beffe di Mikal per essersi “scoperto davanti agli occhi delle serve dei suoi servi, come si scoprirebbe un uomo da nulla.” – Così Dio punì Mikal, figlia di Saul, che “non ebbe figli fino al giorno della sua morte.” – Si noti la contraddizione con 2 Samuele 21:8, dove è narrato che Mikal ebbe cinque figli.

2 Samuele, 8:1-18 – Le imprese di Davide compresero l’uccisione di due terzi dei soldati Moabiti, l’azzoppamento di seimilanovecento cavalli, lo sterminio di di ventiduemila siriani e di diciottomila edomiti. Il verso 6 recita: “Il Signore rendeva vittorioso Davide dovunque egli andava.“

2 Samuele, 10:18 – Davide uccise settecento pariglie di cavalli e quarantamila Aramei.

2 Samuele, 11:14-27 – Davide desiderò ardentemente la moglie di Uria, quindi lo fece uccidere in battaglia perché potesse avere Betsabea tutta per sé.

2 Samuele, 12:1 – “Ma ciò che Davide aveva fatto era male agli occhi del Signore.” – Per punirlo il Signore uccise il suo bambino.

2 Samuele, 13:1-15 – Il figlio di Davide – e di Betsabea – Amnòn si innamorò di sua sorella Tamàr, vergine. Tamàr protestò i corteggiamenti del fratello, ma – verso 14 – “egli non volle ascoltarla: fu più forte di lei e la violentò unendosi a lei.“

2 Samuele, 13:28-29 – Il fratello di Tamàr, Absalom, ordinò ai suoi uomini di rendere ebbro Amnòn per poi ucciderlo e vendicare lo stupro di sua sorella.

2 Samuele, 18:6-7 – L’armata di Davide sterminò ventimila uomini nella foresta di Efraim.

2 Samuele, 18:15 – Ioab “prese in mano tre dardi e li immerse nel cuore di Assalonne, che era ancora vivo nel folto del terebinto.” – “Poi dieci giovani scudieri di Ioab circondarono Assalonne, lo colpirono e lo finirono.“

2 Samuele, 20:10-12 – Ioab conficcò un pugnale nello stomaco di Amasà, rovesciandone l’intestino per terra. Amasà morì nel bel mezzo della strada rotolandosi nel suo stesso sangue.

2 Samuele, 24:15 – Dio mandò una pestilenza sulla città di Israele per punire Davide del suo peccato. Morirono settantamila innocenti.

1 Re, 2:24-25 – Solomone uccise Adonia.

1 Re, 2:29-34 – Solomone uccise Ioab.

1 Re, 13-15-24 – Un profeta mentì ad un uomo, convincendolo a bere acqua e mangiare pane in un posto in cui il Signore aveva precedentemente proibito lui di farlo. L’uomo, rassicurato, mangiò e bevve in quel posto. Dio mandò un leone a punirlo, “il suo cadavere rimase steso sulla strada.“

1 Re, 20:29-30 – Gli israeliti si batterono contro i siriani. L’ammontare di vittime per ogni singolo giorno fu di centomila. Sulle restanti ventisettemila crollò un muro di pietra.

2 Re, 1:10-12 – Elia richiamò un fuoco dal cielo, invocando l’aiuto di Dio, e cinquanta uomini furono consumati dalle fiamme.

2 Re, 2:23-24 – Eliseo camminava per strada quando quarantadue bambini si presero gioco della sua calvizie. “Egli si voltò, li guardò e li maledisse nel nome del Signore. Allora uscirono dalla foresta due orse, che sbranarono quarantadue di quei fanciulli.“

2 Re, 5:27 – Eliseo maledice Ghecazi e i suoi discendenti, per sempre, con la lebbra. “Egli si allontanò da Eliseo, bianco come la neve per la lebbra.“

2 Re, 6:18-19 – Il nemico si incamminò verso Eliseo ed egli, rivolgendosi al Signore, supplicò: “Oh, colpisci questa gente di cecità!. E il Signore li colpì di cecità secondo la parola di Eliseo.” – “Disse loro Eliseo: Non è questa la strada e non è questa la città. Seguitemi e io vi condurrò dall’uomo che cercate. Egli li condusse in Samaria.” – “Quando giunsero in Samaria, Eliseo disse: Signore, apri i loro occhi; essi vedano!. Il Signore aprì i loro occhi ed essi videro. Erano in mezzo a Samaria!“

2 Re, 6:29 – Una donna si lamentò di patire la fame davanti al re di Israele. Era triste perché aveva accettato di cucinare e mangiare suo figlio.

2 Re, 9:24 – Ieu tradì Ioram, poi lo uccise colpendolo con arco e freccia nel mezzo delle spalle. “La freccia gli attraversò il cuore.“

2 Re, 9:27 – Ieu ordinò ai suoi uomini di inseguire ed uccidere Acazia, re di Giuda.

2 Re, 9:30-37 – Ieu fece uccidere Gezebele. “Il suo sangue schizzò sul muro e sui cavalli. Ieu passò sul suo corpo, poi entrò, mangiò e bevve; alla fine ordinò: Andate a vedere quella maledetta e seppellitela, perché era figlia di re.” – “Andati per seppellirla, non trovarono altro che il cranio, i piedi e le palme delle mani.” – “Tornati, riferirono il fatto a Ieu, che disse: Si è avverata così la parola che il Signore aveva detta per mezzo del suo servo Elia il Tisbita: Nel campo di Izreèl i cani divoreranno la carne di Gezabele.” – “E il cadavere di Gezabele nella campagna sarà come letame, perché non si possa dire: Questa è Gezabele.“

2 Re, 10:7 – Ieu ordinò che i settanta figli di Acab venissero decapitati. “Quindi posero le loro teste in panieri e le mandarono da lui.“

2 Re, 10:14 – Ieu ordinò la morte della famiglia di Acab, settantadue persone in totale.

2 Re, 10:17 – Secondo il racconto di Dio Ieu si recò a Samaria e sterminò “tutti i superstiti della casa di Acab fino ad annientarla, secondo la parola che il Signore aveva comunicata a Elia.“

2 Re, 10:19-27 – Ieu intrappolò gli adoratori di Baal nel tempio, poi disse alle guardie: “Entrate, uccideteli. Nessuno scappi.“

2 Re, 11:1 – Atalia distrusse la famiglia reale.

2 Re, 14:5 – Amazia fece giustiziare gli ufficiali che uccisero suo padre.

2 Re, 14:3-5 – Dio si arrabbiò con Amazia, anche se egli aveva fatto ciò che era giusto agli occhi del Signore. Le alte cariche non erano ancora state eliminate, e Dio era geloso dei loro sacrifici sull’altare. Così, Egli punì Azaria con la lebbra.

2 Re, 15:16 – Menachem attaccò la città di Tifsach, distruggendola, e “fece sventrare tutte le donne incinte.“

2 Re, 19:35 – Un angelo del signore sterminò centottantacinquemila uomini nei campi assiri.

2 Cronache, 13:17 – Dio diede il controllo degli israeliti ad Abia e Giuda. Cinquecentomila nemici morirono.

2 Cronache, 21:4 – “Ioram prese in possesso il regno di suo padre e quando si fu rafforzato, uccise di spada tutti i suoi fratelli e, con loro, anche alcuni ufficiali di Israele.“

Isaia, 13:15 – Isaia vide una profezia sulle sorti di Babilonia. “Quanti saranno trovati, saranno trafitti, quanti saranno presi, periranno di spada. I loro piccoli saranno sfracellati davanti ai loro occhi;
saranno saccheggiate le loro case, disonorate le loro mogli.“

Isaia, 13:18 – “Con i loro archi abbatteranno i giovani, non avranno pietà dei piccoli appena nati, i loro occhi non avranno pietà dei bambini.“

Isaia, 14:21-23 – “Preparate il massacro dei suoi figli a causa dell’iniquità del loro padre e non sorgano più a conquistare la terra e a riempire il mondo di rovine. Io insorgerò contro di loro – parola del Signore degli eserciti -, sterminerò il nome di Babilonia e il resto, la prole e la stirpe – oracolo del Signore -. Io la ridurrò a dominio dei ricci, a palude stagnante; la scoperò con la scopa della distruzione – oracolo del Signore degli eserciti -.“

Isaia, 49:26 – La punizione di Dio contro coloro che attaccano Israele: “Farò mangiare le loro stesse carni ai tuoi oppressori, si ubriacheranno del proprio sangue come di mosto.“

Geremia, 16:4 – La parola del Signore a proposito dei bambini nati in questa terra: “Moriranno di malattie strazianti, non saranno rimpianti né sepolti, ma saranno come letame sulla terra. Periranno di spada e di fame; i loro cadaveri saranno pasto degli uccelli dell’aria e delle bestie della terra.“

Esdra, 6:12-13 – Il decreto del re Dario stabilì che, qualora qualcuno avesse cambiato il suo editto, “si tolga una trave dalla sua casa, la si rizzi ed egli vi sia impiccato. Poi la sua casa sia ridotta a letamaio.“

Ezechiele, 20:26 – Israele insorse, e la punizione di Dio fu sobria. “Feci sì che si contaminassero nelle loro offerte facendo passare per il fuoco ogni loro primogenito, per atterrirli, perché riconoscessero che io sono il Signore.“

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Più era grande il suo amore e più gente sterminava... ...poi circa 1950 fa fece il finale facendo distruggere il suo tempio e permettendo la dispersione del suo popolo nella diaspora!!! ma roba da matti...

ma che vendicativo, non si vendicava, godeva nel far soffrire l'umano, per essere servito doveva farlo terrorizzandolo i propri sottomessi.....fortuna che io non c'ero

Cattooliicii!..... Sentiamo cosa ne pensate...dai!......

GRANDE BIGLINO....

Ma chi dice che Dio è solo amore?

da una religione dove il cannibalismo è uno dei più importanti atti di fede... che cosa ci si può aspettare?

perchè è grande il suo amore!! Ma ma ma

Un Dio vendicatore, geloso, distruttore, é semplicemente un essere superiore ma non quello che ci fanni credere

è possibile un Dio così vendicativo? E dove l’amore?😢

Come è buono il signore dio vostro!!!!

Bel dio hanno quei poveracci chiamati cristiani...

Processarlo per crimini contro l umanità

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Mauro Biglino: i greci e le possibili origini aliene della civiltà umana… Tra giganti e figli delle stelle

I greci e le possibili origini aliene della civiltà umana
Nello scorso articolo abbiamo affrontato il tema dei Giganti nella Bibbia e delle varie interpretazioni possibili del termine Nefilim.

I Greci non si sono curati delle possibili varianti di significato, non si sono cioè impegnati a stabilire se si sia trattato di una caduta o di una discesa volontaria, essi hanno direttamente tradotto il termine [nephilìm] con γιγαντες, “giganti”.

In LXX, Gen 6,4, scrivono:

οι δε γιγαντες ησαν επι της γης εν ταις ημεραις εκειναις και μετ‘εκεινο

C'erano i giganti sulla terra in quei giorni, e anche dopo…

Rispettano cioè la letteralità della traduzione dell’intero versetto già evidenziata in apertura di capitolo e li definiscono semplicemente “giganti”, una affermazione perentoria, priva di sfumature interpretative che a noi pone però un interrogativo: perché [nephilìm] per loro significa “γιγαντες”?

Perché [nephilìm] per loro significa “γιγαντες”?
Nella lingua aramaica esiste il termine AWS`[nephilà], un nome proprio che identifica la costellazione di Orione e sono numerosissimi gli studi che tendono a correlare proprio quella costellazione con la nascita della civiltà umana.

In una molteplicità di ipotesi formulate da autori quali Von Daniken, Hancock, Bauval, Faiia, Collins, ecc. essa viene identificata come possibile luogo di origine degli alieni che sono intervenuti sul nostro pianeta. Secondo tali teorie il ricordo di questa provenienza sarebbe registrato in numerose realizzazioni architettoniche distribuite in siti considerati sacri da varie popolazioni di diversi continenti.

Il più conosciuto si trova ovviamente nella piana di Giza dove la disposizione spaziale delle tre grandi piramidi rispetto al Nilo rispecchierebbe l’orientamento delle tre stelle della cintura di Orione rispetto alla Via Lattea.

Vi sono poi le piramidi maya nel Viale dei morti a Teotihuacan in Messico e ancora le costruzioni sulla mesa degli indiani hopi in Arizona, che paiono essere state posizionate con il preciso intento di riprodurre sul territorio quell’immagine celeste.

Non vi sono al momento certezze e noi ci stiamo occupando della Bibbia, dunque non entriamo nell’ambito dell’attendibilità o meno di queste tesi, ma non possiamo non rilevare che tra elementi apparentemente separati si registra una coincidenza che per il momento ci limitiamo a definire come una semplice curiosità.

Costellazione di Orione nella mitologia greca
Per proseguire nell’argomentazione che stiamo conducendo, dobbiamo ricordare che nella mitologia greca, Orione era un “gigante” originario della Beozia, nonché figlio di Poseidone; era un grande cacciatore e usciva sempre accompagnato dal suo cane Sirio, che si fa corrispondere ad α Canis Majoris, la stella che ne accompagna il viaggio nella sfera celeste: è molto luminosa e ben visibile sotto la stella Saiph (κ Orionis).

Innamorato delle Pleiadi – figlie di Atlante – cominciò a molestarle e la dea Artemide che si era a sua volta invaghita di lui lo fece uccidere da uno scorpione; Zeus scoprì quanto era successo, si adirò e fulminò lo scorpione, poi decise di collocare nel cielo questo eroe e da allora la sua costellazione splende nella notte nel suo continuo tentativo di raggiungere le Pleiadi – gruppo di stelle inserite nella costellazione del Toro – che lo precedono nel percorso celeste.

Ebraico, aramaico, mitologia greca si incrociano qui fornendo una possibilità di interpretazione che integra vari significati e un’ipotetica chiave di lettura.

Riassumendo… I giganti arrivano da Orione?
• Orione era per i Greci un gigante dalle dimensioni colossali;

• In aramaico esiste il termine AWS`[nephilà] che ne identifica la figura e la costellazione: il termine aramaico [nephilà] assumendo la terminazione ebraica del plurale maschile diviene [nephilìm];

• i Greci hanno tradotto [nephilìm] come “giganti”…

• Se il singolare AWS [nephilà] è Orione, il plurale potrebbe essere: Orioni, Orioniani, Orioniti? Erano proprio loro? A questo si riferivano gli autori biblici?

• Lo avevano compreso i Greci? Definendoli γιγαντες “giganti”, intendevano identificarne il legame con il gigante Orione da cui forse provenivano?

• I Greci ne sapevano di più o conoscevano qualcosa di diverso? Questa domanda è legittimata dal sapere che i settanta saggi che hanno prodotto la versione greca hanno usato un testo originale diverso da quello masoretico: la tradizione rabbinica tende infatti a non riconoscere la versione della Septuaginta ricavata da testi consonantici che differivano da quelli usati dai masoreti di Tiberiade. Questo elemento è degno di nota e genera non poche riflessioni…

I giganti di Giuseppe Flavio in antichità Giudaiche
Approfondiamo la questione dei Giganti con "Antichità giudaiche" (Libro V, 125) dove leggiamo un passo nel quale Giuseppe Flavio, I secolo, profondo conoscitore della Bibbia che parafrasa, conferma l’esistenza dei giganti cui fa spesso riferimento l’Antico Testamento:

«[gli Israeliti, N.d.A.] mossero il campo verso Ebron, conquistarono la città e squartarono gli abitanti; qui era rimasta una stirpe di giganti che a motivo della grande corporatura e per le loro sembianze del tutto diverse dagli altri uomini costituivano uno strano spettacolo e qualcosa di orribile all’orecchio; ancora oggi se ne mostrano le ossa che non assomigliano a nulla di quanto si conosce».

L’ultima annotazione è particolarmente rilevante, in quanto evidenzia l’assoluta diversità di quegli individui: a differenza di ciò che spesso si cerca di asserire per sminuire la straordinarietà di ciò che si vedeva, la sola statura eccezionale non avrebbe mai giustificato un’affermazione così perentoria: erano diversi da tutto ciò che allora si conosceva in termini di creature viventi e Giuseppe Flavio era di certo una persona colta e aveva quindi accesso a conoscenze e informazioni precluse al popolo.

Se lui afferma che quelle ossa non corrispondevano a nulla di conosciuto, siamo autorizzati a dare credito alle sue parole.

Ma nel libro I, 73 ha lasciato un’annotazione altrettanto curiosa e soprattutto rivelatrice.

Riprendendo il capitolo 6 del libro della Genesi, Giuseppe informa i suoi lettori che molti “angeli” (nella Genesi sono chiamati “figli degli Elohim”)…

«si unirono a donne e generarono figli orgogliosi, disprezzanti ogni virtù, pieni di fiducia nella propria potenza; le stesse cose che i Greci attribuiscono ai giganti sono tramandate a proposito di costoro».

In effetti anche la Genesi rileva questo parallelismo che ha dello straordinario: personaggi biblici vengono palesemente messi in parallelo con individui".

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Mauro Biglino: i greci e le possibili origini aliene della civiltà umana… Tra giganti e figli delle stelle

I greci e le possibili origini aliene della civiltà umana
Nello scorso articolo abbiamo affrontato il tema dei Giganti nella Bibbia e delle varie interpretazioni possibili del termine Nefilim.

I Greci non si sono curati delle possibili varianti di significato, non si sono cioè impegnati a stabilire se si sia trattato di una caduta o di una discesa volontaria, essi hanno direttamente tradotto il termine [nephilìm] con γιγαντες, “giganti”.

In LXX, Gen 6,4, scrivono:

οι δε γιγαντες ησαν επι της γης εν ταις ημεραις εκειναις και μετ‘εκεινο

Cerano i giganti sulla terra in quei giorni, e anche dopo…

Rispettano cioè la letteralità della traduzione dell’intero versetto già evidenziata in apertura di capitolo e li definiscono semplicemente “giganti”, una affermazione perentoria, priva di sfumature interpretative che a noi pone però un interrogativo: perché [nephilìm] per loro significa “γιγαντες”?

Perché [nephilìm] per loro significa “γιγαντες”?
Nella lingua aramaica esiste il termine AWS`[nephilà], un nome proprio che identifica la costellazione di Orione e sono numerosissimi gli studi che tendono a correlare proprio quella costellazione con la nascita della civiltà umana.

In una molteplicità di ipotesi formulate da autori quali Von Daniken, Hancock, Bauval, Faiia, Collins, ecc. essa viene identificata come possibile luogo di origine degli alieni che sono intervenuti sul nostro pianeta. Secondo tali teorie il ricordo di questa provenienza sarebbe registrato in numerose realizzazioni architettoniche distribuite in siti considerati sacri da varie popolazioni di diversi continenti.

Il più conosciuto si trova ovviamente nella piana di Giza dove la disposizione spaziale delle tre grandi piramidi rispetto al Nilo rispecchierebbe l’orientamento delle tre stelle della cintura di Orione rispetto alla Via Lattea.

Vi sono poi le piramidi maya nel Viale dei morti a Teotihuacan in Messico e ancora le costruzioni sulla mesa degli indiani hopi in Arizona, che paiono essere state posizionate con il preciso intento di riprodurre sul territorio quell’immagine celeste.

Non vi sono al momento certezze e noi ci stiamo occupando della Bibbia, dunque non entriamo nell’ambito dell’attendibilità o meno di queste tesi, ma non possiamo non rilevare che tra elementi apparentemente separati si registra una coincidenza che per il momento ci limitiamo a definire come una semplice curiosità.

Costellazione di Orione nella mitologia greca
Per proseguire nell’argomentazione che stiamo conducendo, dobbiamo ricordare che nella mitologia greca, Orione era un “gigante” originario della Beozia, nonché figlio di Poseidone; era un grande cacciatore e usciva sempre accompagnato dal suo cane Sirio, che si fa corrispondere ad α Canis Majoris, la stella che ne accompagna il viaggio nella sfera celeste: è molto luminosa e ben visibile sotto la stella Saiph (κ Orionis).

Innamorato delle Pleiadi – figlie di Atlante – cominciò a molestarle e la dea Artemide che si era a sua volta invaghita di lui lo fece uccidere da uno scorpione; Zeus scoprì quanto era successo, si adirò e fulminò lo scorpione, poi decise di collocare nel cielo questo eroe e da allora la sua costellazione splende nella notte nel suo continuo tentativo di raggiungere le Pleiadi – gruppo di stelle inserite nella costellazione del Toro – che lo precedono nel percorso celeste.

Ebraico, aramaico, mitologia greca si incrociano qui fornendo una possibilità di interpretazione che integra vari significati e un’ipotetica chiave di lettura.

Riassumendo… I giganti arrivano da Orione?
• Orione era per i Greci un gigante dalle dimensioni colossali;

• In aramaico esiste il termine AWS`[nephilà] che ne identifica la figura e la costellazione: il termine aramaico [nephilà] assumendo la terminazione ebraica del plurale maschile diviene [nephilìm];

• i Greci hanno tradotto [nephilìm] come “giganti”…

• Se il singolare AWS [nephilà] è Orione, il plurale potrebbe essere: Orioni, Orioniani, Orioniti? Erano proprio loro? A questo si riferivano gli autori biblici?

•  Lo avevano compreso i Greci? Definendoli γιγαντες “giganti”, intendevano identificarne il legame con il gigante Orione da cui forse provenivano?

• I Greci ne sapevano di più o conoscevano qualcosa di diverso? Questa domanda è legittimata dal sapere che i settanta saggi che hanno prodotto la versione greca hanno usato un testo originale diverso da quello masoretico: la tradizione rabbinica tende infatti a non riconoscere la versione della Septuaginta ricavata da testi consonantici che differivano da quelli usati dai masoreti di Tiberiade. Questo elemento è degno di nota e genera non poche riflessioni…

I giganti di Giuseppe Flavio in antichità Giudaiche
Approfondiamo la questione dei Giganti con Antichità giudaiche (Libro V, 125) dove leggiamo un passo nel quale Giuseppe Flavio, I secolo, profondo conoscitore della Bibbia che parafrasa, conferma l’esistenza dei giganti cui fa spesso riferimento l’Antico Testamento:

 «[gli Israeliti, N.d.A.] mossero il campo verso Ebron, conquistarono la città e squartarono gli abitanti; qui era rimasta una stirpe di giganti che a motivo della grande corporatura e per le loro sembianze del tutto diverse dagli altri uomini costituivano uno strano spettacolo e qualcosa di orribile all’orecchio; ancora oggi se ne mostrano le ossa che non assomigliano a nulla di quanto si conosce».

L’ultima annotazione è particolarmente rilevante, in quanto evidenzia l’assoluta diversità di quegli individui: a differenza di ciò che spesso si cerca di asserire per sminuire la straordinarietà di ciò che si vedeva, la sola statura eccezionale non avrebbe mai giustificato un’affermazione così perentoria: erano diversi da tutto ciò che allora si conosceva in termini di creature viventi e Giuseppe Flavio era di certo una persona colta e aveva quindi accesso a conoscenze e informazioni precluse al popolo.

Se lui afferma che quelle ossa non corrispondevano a nulla di conosciuto, siamo autorizzati a dare credito alle sue parole.

Ma nel libro I, 73 ha lasciato un’annotazione altrettanto curiosa e soprattutto rivelatrice.

Riprendendo il capitolo 6 del libro della Genesi, Giuseppe informa i suoi lettori che molti “angeli” (nella Genesi sono chiamati “figli degli Elohim”)…

 «si unirono a donne e generarono figli orgogliosi, disprezzanti ogni virtù, pieni di fiducia nella propria potenza; le stesse cose che i Greci attribuiscono ai giganti sono tramandate a proposito di costoro».

In effetti anche la Genesi rileva questo parallelismo che ha dello straordinario: personaggi biblici vengono palesemente messi in parallelo con individui.

https://unoeditori.com/blog/mauro-biglino-i-greci-e-le-possibili-origini-aliene-della-civilta-umana-tra-giganti-e-figli-delle-stelle-n152

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In Orione sono noti alcuni sistemi planetari; il più complesso è quello di HD 38529, che possiede un pianeta gioviano caldo con una massa pari a otto decimi di quella di Giove su un'orbita inferiore a 1 UA di distanza dalla sua stella madre, più un secondo corpo dalla massa oltre 37 volte superiore a quella di Giove, probabilmente una nana bruna, posto a oltre 3 UA di distanza.

Sei un enciclopedia vivente grazie mauro

Gemma Ponzone Claudia Priotto.....Annunaki annunaki...

della costellazione la stella più vicino a noi è a 1600 anni luce...........

No ma dico...adesso anche conferenze (spettacolari) anche alla tastiera??? Ciao Mauro 🙂 spero di abbracciarti presto. Gran bella considerazione. Complimenti (come sempre) 😉 (y)

www.elseruno.com/es/libros/los-arcanos-de-thoth/ ..."Revela la formación del Universo, cómo está comprendido y nos dice que nosotros pertenecemos a La Confederación Cósmica Interestelar, cuya cabeza se encuentra en Orión."

È possibile che i greci abbiano confuso i diversi testi antichi? Dalla conoscenza che tramandavano dai Caldei (Babilonesi) confondendo i vari racconti come Enuma Elish (cosmogonica) e altri testi, che invece, parlavano di popoli potenti del passato (Lugal/grandi uomini/re)?

Come mai se questi giganti erano figli dei theoi/elohim.,I successivi mezzosangue non erano giganti?(Noe`,Isacco,Miriam,Gesu`)?

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12 months ago

Mauro Biglino Channel

Il Kevod se ne va….e si ripresenta nel santuario di Gerusalemme

Un estratto delle pagine de “Il libro che cambierà per sempre le nostre idee sulla Bibbia”.

I capitoli che vanno dal 33 al 48 contengono il messaggio finale di salvezza per il popolo che si trova in esilio: ci saranno un nuovo Tempio e un nuovo culto guidato da un sacerdozio anch’esso rinnovato.

Nel capitolo 43 Ezechiele narra che l’Elohìm lo conduce su un alto monte da cui gli mostra il Tempio, lo pone poi alla porta rivolta a oriente e qui (Ez 43,2).

Ancora macchine volanti degli Elohìm, e ancora il grande frastuono!

Ezechiele annota infine che quella visione era come quella che aveva visto presso il fiume Kevàr.

L’intero testo di Ezechiele rimanda dunque a eventi cui il profeta ha assistito e che ha inteso descrivere con dovizia di particolari: macchine che volano guidate dagli Elohìm e che si presentano in varie localizzazioni geografiche che fungono anche da termine di confronto; proprio come in un normale racconto si dice che ciò che si è visto in un luogo assomiglia a – o è esattamente come – ciò che si era visto in altro luogo e in altro momento!

31 ottobre 2012 in Riflessioni. Tags :kevod, Mauro Biglino, traduzione letterarle bibbia

Video:
youtu.be/Nl8aB7QXgrk

ufoalieni.it/visione-ezechiele-carro-fuoco/
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Il Kevod se ne va….e si ripresenta nel santuario di Gerusalemme

Un estratto delle pagine de “Il libro che cambierà per sempre le nostre idee sulla Bibbia”.

I capitoli che vanno dal 33 al 48 contengono il messaggio finale di salvezza per il popolo che si trova in esilio: ci saranno un nuovo Tempio e un nuovo culto guidato da un sacerdozio anch’esso rinnovato.

Nel capitolo 43 Ezechiele narra che l’Elohìm lo conduce su un alto monte da cui gli mostra il Tempio, lo pone poi alla porta rivolta a oriente e qui (Ez 43,2).

Ancora macchine volanti degli Elohìm, e ancora il grande frastuono!

Ezechiele annota infine che quella visione era come quella che aveva visto presso il fiume Kevàr.

L’intero testo di Ezechiele rimanda dunque a eventi cui il profeta ha assistito e che ha inteso descrivere con dovizia di particolari: macchine che volano guidate dagli Elohìm e che si presentano in varie localizzazioni geografiche che fungono anche da termine di confronto; proprio come in un normale racconto si dice che ciò che si è visto in un luogo assomiglia a – o è esattamente come – ciò che si era visto in altro luogo e in altro momento!

31 ottobre 2012 in Riflessioni. Tags :kevod, Mauro Biglino, traduzione letterarle bibbia

Video:
https://youtu.be/Nl8aB7QXgrk

https://ufoalieni.it/visione-ezechiele-carro-fuoco/

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Sto leggendo il libro La caduta Degli Dei.. L'inizio è proprio di Ezechiele. Interessante. Certo che la chiesa è una associazione x far soldi, altro che spirituale... Politicanti di alto profilo. Ma falsi e peccatori...

Grandissimo Mauro!!!!!😊

“A proposito degli ELOHIM…”

In un VIDEO youtu.be/2w-ueOLC7rI ,ho analizzato il tema del plurale, documentando come il contesto biblico risolva da sé la questione grammaticale posta dalle dottrine monoteiste che hanno la necessità dogmatica di affermare l’unicità di Dio… quindi non ci torno su.

In sintesi esamino qui un altro aspetto.

Per giustificare la pluralità del termine i teologi monoteisti introducono altri elementi e sostengono che, là dove il suo essere “plurale” non è negabile, Elohim non significa “dio” ma si riferisce a “legislatori/giudici/ministri”.

Questa affermazione contiene, a mio avviso, una palese ovvietà e rappresenta una ulteriore forte conferma alla pluralità di quegli individui.

Nella nostra cultura le funzioni legislative, giudiziarie ed esecutive sono notoriamente separate e la cosiddetta “separazione dei poteri” rappresenta una delle garanzie irrinunciabili degli ordinamenti democratici.

Nel passato invece le tre funzioni erano racchiuse nella unica figura del “governante” (re, imperatore, o comunque lo si volesse definire) che le esercitava sia direttamente che tramite i funzionari da lui scelti e nominati.

Gli Elohim, colonizzatori potenti e plenipotenziari, rappresentano un modello tipico di questa concentrazione e fusione dei poteri.

Il loro modo di governare dispotico – Yahweh ne è uno degli esempi più palesi – racchiudeva in sé le funzioni suddette.

Era quindi evidente che gli Elohim fossero in origine al contempo:

– Legislatori (dettavano regole e norme in piena autonomia decisionale)

– Governanti, Ministri che curavano i molteplici aspetti del potere (facevano applicare le leggi direttamente o attraverso loro delegati, come Ietro, Mosè, ecc ecc…)

– Giudici (verificavano il rispetto delle leggi, comminavano ed eseguivano – o facevano eseguire – pene e punizioni)

E’ ovvio quindi che quel termine possa richiamare in un qualche modo quelle funzioni.

Questo non implica il fatto che fossero ADAM – come necessariamente cercano di sostenere i teologi/ideologi monoteisti – anzi, al contrario, la Bibbia tradizionale, senza alcuna necessità di traduzioni particolari, fornisce chiaramente elementi precisi.

Nel testo ebraico e nelle normali traduzioni che tutti abbiamo in casa leggiamo:

1) Gli Elohim “fecero” gli ADAM (Genesi 1)

Ci chiediamo: se gli Elohim fossero stati “normali uomini” sarebbe stato necessario precisare questa ovvia banalità?

Non sarebbe stato ridicolo fare una affermazione simile, attribuendole una importanza fondamentale e basilare nella storia?

E’ quindi evidente che – in quanto “uomini” – la Bibbia NON ci vuole dire che siamo stati fatti da “legislatori/giudici/ministri” (che a loro volta sarebbero stati necessariamente dei normali uomini) ma da “altri”.

2) Gli Elohim “si unirono” con le femmine ADAM (Genesi 6)

Se fossero stati normalissimi uomini con funzioni di “legislatori/giudici/ministri”, sarebbe stato necessario precisare nuovamente una simile ovvia banalità?

Dei “normali uomini” con chi si sarebbero dovuti unire?

E poi perché hanno dato origine ad un gruppo particolare, quello dei “ghibborim”?

3) Gli Elohim muoiono come tutti gli ADAM (Salmo 82)

Anche qui ci domandiamo: se fossero stati normali uomini con funzioni di “legislatori/giudici/ministri”, sarebbe stato necessario ricordare una simile ovvietà?

Come avrebbe potuto essere altrimenti?

Come dovevano morire se non come “normali uomini”?

4) Yahweh aveva costantemente timore che il suo popolo si rivolgesse ad altri Elohim (si vedano gli innumerevoli passi presenti in ogni parte della Bibbia)

Ci chiediamo: il presunto “vero dio” aveva così tanto timore di normalissimi “legislatori/giudici/ministri”, infinitamente meno potenti di lui?

La paura lo accecava al punto da uccidere spietatamente chi lo abbandonava per mettersi al servizio di uomini qualsiasi?

Gli ebrei che avevano avuto RAPPORTO COSTANTE, QUOTIDIANO, DIRETTO E PERSONALE CON YAHWEH, erano così stolidi da abbandonare il “vero potentissimo dio” per dei normali “legislatori/giudici/ministri”?

Non riesco proprio a pensarlo.

5) La Bibbia dice chiaramente che il popolo poteva scegliere tra Yahweh e altri Elohim (Giosuè 24 e molti altri passi…)

La domanda è nuovamente ovvia: come può anche solo essere pensata una scelta tanto ridicola tra il presunto “vero dio” e dei normalissimi uomini dotati quindi di poteri limitati?

Gli ebrei del tempo, dopo avere avuto (da Abramo in poi) RAPPORTO COSTANTE, QUOTIDIANO, DIRETTO E PERSONALE CON YAHWEH – colui che viene presentato come il “dio vivo e operativo nella storia” – erano sprovveduti al punto da preferirgli normali “legislatori/giudici/ministri”?

Non riesco proprio a pensarlo: sarebbe stato un comportamento assolutamente incomprensibile, tipico di individui senza un minino di capacità di discernimento.

Sono portato invece a pensare che gli ebrei delle origini – liberi dai dogmi teologici che invece condizionano molte menti attuali – fossero consapevoli della situazione che stavano vivendo, e il loro comportamento costante nella storia biblica documenta come loro sapessero bene che:

1) gli Elohim non erano normali “uomini” che ricoprivano incarichi di “legislatori/giudici/ministri”;

2) gli Elohim, nelle funzioni e nei poteri esercitati, avevano le stesse prerogative e caratteristiche di Yahweh, perché appartenevano al suo stesso “gruppo”;

3) Yahweh era uno di loro e quindi costituiva solo una delle possibili opzioni di scelta;

4) gli altri Elohim erano per “lui” concreti, temibili e pericolosissimi rivali.

Questo mi pare di ricavare da ciò che leggo.

Mauro Biglino

9 gennaio 2013 in Articoli dell'Autore, Riflessioni. Tags :Elohim, Mauro Biglino, nuovo articolo mauro biglino, traduzione letterale Bibbia
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“A proposito degli ELOHIM…” 

In un VIDEO     https://youtu.be/2w-ueOLC7rI ,ho analizzato il tema del plurale, documentando come il contesto biblico risolva da sé la questione grammaticale posta dalle dottrine monoteiste che hanno la necessità dogmatica di affermare l’unicità di Dio… quindi non ci torno su.

In sintesi esamino qui un altro aspetto.

Per giustificare la pluralità del termine i teologi monoteisti introducono altri elementi e sostengono che, là dove il suo essere “plurale” non è negabile, Elohim non significa “dio” ma si riferisce a “legislatori/giudici/ministri”.

Questa affermazione contiene, a mio avviso, una palese ovvietà e rappresenta una ulteriore forte conferma alla pluralità di quegli individui.

Nella nostra cultura le funzioni legislative, giudiziarie ed esecutive sono notoriamente separate e la cosiddetta “separazione dei poteri” rappresenta una delle garanzie irrinunciabili degli ordinamenti democratici.

Nel passato invece le tre funzioni erano racchiuse nella unica figura del “governante” (re, imperatore, o comunque lo si volesse definire) che le esercitava sia direttamente che tramite i funzionari da lui scelti e nominati.

Gli Elohim, colonizzatori potenti e plenipotenziari, rappresentano un modello tipico di questa concentrazione e fusione dei poteri.

Il loro modo di governare dispotico – Yahweh ne è uno degli esempi più palesi – racchiudeva in sé le funzioni suddette.

Era quindi evidente che gli Elohim fossero in origine al contempo:

– Legislatori (dettavano regole e norme in piena autonomia decisionale)

– Governanti, Ministri che curavano i molteplici aspetti del potere (facevano applicare le leggi direttamente o attraverso loro delegati, come Ietro, Mosè, ecc ecc…)

– Giudici (verificavano il rispetto delle leggi, comminavano ed eseguivano – o facevano eseguire – pene e punizioni)

E’ ovvio quindi che quel termine possa richiamare in un qualche modo quelle funzioni.

Questo non implica il fatto che fossero ADAM – come necessariamente cercano di sostenere i teologi/ideologi monoteisti – anzi, al contrario, la Bibbia tradizionale, senza alcuna necessità di traduzioni particolari, fornisce chiaramente elementi precisi.

Nel testo ebraico e nelle normali traduzioni che tutti abbiamo in casa leggiamo:

1) Gli Elohim “fecero” gli ADAM (Genesi 1)

Ci chiediamo: se gli Elohim fossero stati “normali uomini” sarebbe stato necessario precisare questa ovvia banalità?

Non sarebbe stato ridicolo fare una affermazione simile, attribuendole una importanza fondamentale e basilare nella storia?

E’ quindi evidente che – in quanto “uomini” – la Bibbia NON ci vuole dire che siamo stati fatti da “legislatori/giudici/ministri” (che a loro volta sarebbero stati necessariamente dei normali uomini) ma da “altri”.

2) Gli Elohim “si unirono” con le femmine ADAM (Genesi 6)

Se fossero stati normalissimi uomini con funzioni di “legislatori/giudici/ministri”, sarebbe stato necessario precisare nuovamente una simile ovvia banalità?

Dei “normali uomini” con chi si sarebbero dovuti unire?

E poi perché hanno dato origine ad un gruppo particolare, quello dei “ghibborim”?

3) Gli Elohim muoiono come tutti gli ADAM (Salmo 82)

Anche qui ci domandiamo: se fossero stati normali uomini con funzioni di “legislatori/giudici/ministri”, sarebbe stato necessario ricordare una simile ovvietà?

Come avrebbe potuto essere altrimenti?

Come dovevano morire se non come “normali uomini”?

4) Yahweh aveva costantemente timore che il suo popolo si rivolgesse ad altri Elohim (si vedano gli innumerevoli passi presenti in ogni parte della Bibbia)

Ci chiediamo: il presunto “vero dio” aveva così tanto timore di normalissimi “legislatori/giudici/ministri”, infinitamente meno potenti di lui?

La paura lo accecava al punto da uccidere spietatamente chi lo abbandonava per mettersi al servizio di uomini qualsiasi?

Gli ebrei che avevano avuto RAPPORTO COSTANTE, QUOTIDIANO, DIRETTO E PERSONALE CON YAHWEH, erano così stolidi da abbandonare il “vero potentissimo dio” per dei normali “legislatori/giudici/ministri”?

Non riesco proprio a pensarlo.

5) La Bibbia dice chiaramente che il popolo poteva scegliere tra Yahweh e altri Elohim (Giosuè 24 e molti altri passi…)

La domanda è nuovamente ovvia: come può anche solo essere pensata una scelta tanto ridicola tra il presunto “vero dio” e dei normalissimi uomini dotati quindi di poteri limitati?

Gli ebrei del tempo, dopo avere avuto (da Abramo in poi) RAPPORTO COSTANTE, QUOTIDIANO, DIRETTO E PERSONALE CON YAHWEH – colui che viene presentato come il “dio vivo e operativo nella storia” – erano sprovveduti al punto da preferirgli normali “legislatori/giudici/ministri”?

Non riesco proprio a pensarlo: sarebbe stato un comportamento assolutamente incomprensibile, tipico di individui senza un minino di capacità di discernimento.

Sono portato invece a pensare che gli ebrei delle origini – liberi dai dogmi teologici che invece condizionano molte menti attuali – fossero consapevoli della situazione che stavano vivendo, e il loro comportamento costante nella storia biblica documenta come loro sapessero bene che:

1) gli Elohim non erano normali “uomini” che ricoprivano incarichi di “legislatori/giudici/ministri”;

2) gli Elohim, nelle funzioni e nei poteri esercitati, avevano le stesse prerogative e caratteristiche di Yahweh, perché appartenevano al suo stesso “gruppo”;

3) Yahweh era uno di loro e quindi costituiva solo una delle possibili opzioni di scelta;

4) gli altri Elohim erano per “lui” concreti, temibili e pericolosissimi rivali.

Questo mi pare di ricavare da ciò che leggo.

Mauro Biglino

9 gennaio 2013 in Articoli dellAutore, Riflessioni. Tags :Elohim, Mauro Biglino, nuovo articolo mauro biglino, traduzione letterale Bibbia

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A me sembra talmente palese la cosa che possiamo anche smettere di fare finta

Dei

Non erano normali uomini, ma gli esseri di cui si parla erano CARNE E OSSA COME I TERRESTRI. La vita ha le sue leggi e non sono teologiche, la scienza a questo c'è arrivata. Manteniamo sempre i limiti nel sistema solare, che, a quanto pare, è ancora tutto da scoprire. Ciò nonostante il Dio inteso dalla teologia è carne, un concetto fondamentale da far comprendere a priori, poi chi sia il grande capo può restare l'ultimo delle nostre scoperte.

Infatti (almeno nella bibbia che ho io) c'è scritto che gli elohim (al plurale) erano dei figli dell'altissimo

Sarebbe l ora

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Yahweh e kemosh, due elohim biblici senza potere, uguali uguali: avevano mogli, stessi diritti e mire territoriali...

Yahweh e kemosh, due elohim biblici senza potere, uguali uguali: avevano mogli, stessi diritti e mire territoriali...
Yahweh e Kemosh: due elohim biblici uguali uguali
Ambedue appaiono piccoli e insignificanti perché governano su popoli di scarsissima importanza storica nel teatro medio orientale in cui dominano egiziani, assiri, babilonesi, ittiti, fenici. Yahweh e Kemosh, questi due elohim di basso grado combattono tra di loro per dei fazzoletti di terra.

In Giudici 11, Jefte, il comandante delle forze israelite, sta combattendo contro Ammoniti, Moabiti… e nella controversia con il re di Ammon dice (versetto 24):

“Non possiedi tu quello che Kemosh, tuo elohim, ti ha fatto possedere? Così anche noi possediamo tutto ciò che Yahweh, elohim nostro, ha dato in possesso a noi”.

Ne ricavo che Yahweh e Kemosh sono evidentemente uguali, hanno gli stessi diritti e gli stessi poteri, nessuno dei due è considerato superiore all’altro.

Insomma, due elohim tra i tanti… Anche a Kemosh, per esempio viene attribuita una compagna come a Yahweh (VIDEO BIGLINO – Yahweh e sua moglie Asherah – come emerge dalle iscrizioni ebraiche di Kuntillat-Ajrud (Sinai),dai papiri di epoca ellenistica trovati ad Elefantina (dove vi era una colonia ebraica che la conosceva con il nome di Anat-Yhw) e dagli ostraka ugaritici*)

Annoto due cose:

1) la prima è che questo è uno dei tantissimi errori commessi dai masoreti che hanno attribuito agli Ammoniti l’elohim Kemosh che invece era l’elohim dei moabiti: pazienza… poco ci importa in questa fattispecie (di errori ne hanno commessi circa 1500, come ha rilevato il Prof. Menachemk Cohen, Univ. Bar-Illan, Tel Aviv).

2) La seconda annotazione è che questi elohim di rango inferiore combattevano tra di loro per dei fazzoletti di terra, mentre i loro colleghi più alti in grado si occupavano dei grandi imperi...

Salomone: nel dubbio, si teneva buono tutti gli elohim
Che Kemosh fosse alla pari di Yahweh lo sapeva anche Salomone, molti decenni dopo.

Egli fa infatti erigere un luogo di culto a Kemosh, così come all’elohim di nome Milkom (1Re 11) l’elohim (vero) degli ammoniti (1Re 11).

Eppure il sapiente Salomone avrebbe dovuto conoscere la differenza abissale e incolmabile tra Yahweh – il presunto dio vero, unico, universale – e Milkom o Kemosh, descritti dalla dottrina come divinità pagane, inerti idoli di pietra, e invece…

Magari Salomone non era saggio come lo si vuole descrivere ma di certo non era uno sprovveduto: salomone sapeva che era bene tenersi buoni tutti gli elohim che operavano in quel territorio: in fondo Yahweh poteva anche scomparire da un momento all’altro e allora il buon senso diceva che era meglio avere rapporti anche con gli altri, almeno con quelli più vicini che avrebbero potuto prenderne il posto

Le battaglie descritte nella stele di Mesha
Un altro aspetto interessante si trova nella stele di Mesha (850 a.C.): iscrizione su basalto nero fatta compilare da Mesha, signore, appunto, dei moabiti.

Tra le altre cose contiene il resoconto di una battaglia per la conquista di un centro abitato; al termine c’è scritto:

(linea 13) “andai e combattei, la presi, uccisi tutti, settemila uomini, ragazzi, donne, ragazze e serve, poiché li avevo votati a Astar-Kemosh…”

Stele di MeshaUn resoconto, quindi, uguale a quelli che si trovano nella Bibbia (vedasi ad esempio, tra i tanti, il libro di Giosuè) là dove si tiene conto dei morti ammazzati per ordine di Yahweh nelle varie campagne di conquista.

Nella stele di Mesha si dice anche che Kemosh dimorava presso i moabiti nei territori conquistati (linee 9 e 32), esattamente come la Bibbia dice che Yahweh dimorava con il suo popolo (Esodo ecc ecc…).

Vi si legge anche che i moabiti vennero sconfitti nel momento in cui Kemosh si adirò con il suo popolo (linea 5), esattamente come succedeva ad Israele quando Yahweh era adirato con i suoi (Numeri 14).

Mesha immolò a Kemosh il suo primogenito (2Re 3,27), proprio come Yahweh aveva chiesto in origine ai suoi di fargli passare attraverso il fuoco i primogeniti (Ez 20, 25..).

Insomma i due elohim paiono essere proprio uguali in tutto: stessi diritti, stessi poteri, stesse mire di conquista territoriale, stesse esigenze in termini di sacrifici, stessi ordini di sterminio, stesso atteggiamento geloso e punitivo nei confronti dei loro sottoposti…
Mauro Biglino
Fonte:Unoeditori
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Yahweh e kemosh, due elohim biblici senza potere, uguali uguali: avevano mogli, stessi diritti e mire territoriali...

Yahweh e kemosh, due elohim biblici senza potere, uguali uguali: avevano mogli, stessi diritti e mire territoriali...
Yahweh e Kemosh: due elohim biblici uguali uguali
Ambedue appaiono piccoli e insignificanti perché governano su popoli di scarsissima importanza storica nel teatro medio orientale in cui dominano egiziani, assiri, babilonesi, ittiti, fenici. Yahweh e Kemosh, questi due elohim di basso grado combattono tra di loro per dei fazzoletti di terra.

In Giudici 11, Jefte, il comandante delle forze israelite, sta combattendo contro Ammoniti, Moabiti… e nella controversia con il re di Ammon dice (versetto 24):

“Non possiedi tu quello che Kemosh, tuo elohim, ti ha fatto possedere? Così anche noi possediamo tutto ciò che Yahweh, elohim nostro, ha dato in possesso a noi”.

Ne ricavo che Yahweh e Kemosh sono evidentemente uguali, hanno gli stessi diritti e gli stessi poteri, nessuno dei due è considerato superiore all’altro.

Insomma, due elohim tra i tanti… Anche a Kemosh, per esempio viene attribuita una compagna come a Yahweh (VIDEO BIGLINO – Yahweh e sua moglie Asherah – come emerge dalle iscrizioni ebraiche di Kuntillat-Ajrud (Sinai),dai papiri di epoca ellenistica trovati ad Elefantina (dove vi era una colonia ebraica che la conosceva con il nome di Anat-Yhw) e dagli ostraka ugaritici*)

Annoto due cose:

1) la prima è che questo è uno dei tantissimi errori commessi dai masoreti che hanno attribuito agli Ammoniti l’elohim Kemosh che invece era l’elohim dei moabiti: pazienza… poco ci importa in questa fattispecie (di errori ne hanno commessi circa 1500, come ha rilevato il Prof. Menachemk Cohen, Univ. Bar-Illan, Tel Aviv).

2) La seconda annotazione è che questi elohim di rango inferiore combattevano tra di loro per dei fazzoletti di terra, mentre i loro colleghi più alti in grado si occupavano dei grandi imperi...

Salomone: nel dubbio, si teneva buono tutti gli elohim
Che Kemosh fosse alla pari di Yahweh lo sapeva anche Salomone, molti decenni dopo.

Egli fa infatti erigere un luogo di culto a Kemosh, così come all’elohim di nome Milkom (1Re 11) l’elohim (vero) degli ammoniti (1Re 11).

Eppure il sapiente Salomone avrebbe dovuto conoscere la differenza abissale e incolmabile tra Yahweh – il presunto dio vero, unico, universale – e Milkom o Kemosh, descritti dalla dottrina come divinità pagane, inerti idoli di pietra, e invece…

Magari Salomone non era saggio come lo si vuole descrivere ma di certo non era uno sprovveduto: salomone sapeva che era bene tenersi buoni tutti gli elohim che operavano in quel territorio: in fondo Yahweh poteva anche scomparire da un momento all’altro e allora il buon senso diceva che era meglio avere rapporti anche con gli altri, almeno con quelli più vicini che avrebbero potuto prenderne il posto

Le battaglie descritte nella stele di Mesha
Un altro aspetto interessante si trova nella stele di Mesha (850 a.C.): iscrizione su basalto nero fatta compilare da Mesha, signore, appunto, dei moabiti.

Tra le altre cose contiene il resoconto di una battaglia per la conquista di un centro abitato; al termine c’è scritto:

(linea 13) “andai e combattei, la presi, uccisi tutti, settemila uomini, ragazzi, donne, ragazze e serve, poiché li avevo votati a Astar-Kemosh…”

Stele di MeshaUn resoconto, quindi, uguale a quelli che si trovano nella Bibbia (vedasi ad esempio, tra i tanti, il libro di Giosuè) là dove si tiene conto dei morti ammazzati per ordine di Yahweh nelle varie campagne di conquista.

Nella stele di Mesha si dice anche che Kemosh dimorava presso i moabiti nei territori conquistati (linee 9 e 32), esattamente come la Bibbia dice che Yahweh dimorava con il suo popolo (Esodo ecc ecc…).

Vi si legge anche che i moabiti vennero sconfitti nel momento in cui Kemosh si adirò con il suo popolo (linea 5), esattamente come succedeva ad Israele quando Yahweh era adirato con i suoi (Numeri 14).

Mesha immolò a Kemosh il suo primogenito (2Re 3,27), proprio come Yahweh aveva chiesto in origine ai suoi di fargli passare attraverso il fuoco i primogeniti (Ez 20, 25..).

Insomma i due elohim paiono essere proprio uguali in tutto: stessi diritti, stessi poteri, stesse mire di conquista territoriale, stesse esigenze in termini di sacrifici, stessi ordini di sterminio,  stesso atteggiamento geloso e punitivo nei confronti dei loro sottoposti…
Mauro Biglino 
Fonte:Unoeditori

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potrebbe essere che si parli della stessa persona, magari la stessa storia raccontata da persone diverse?

non vi è molta differenza tra loro e gli attuali popoli, entrambi si combattono per il potere. si vede benissimo che siamo loro discendenti. una domanda mi faccio spesso: anche in altri mondi si contengono alla stessa maniera? si combattono per il potere? quel dio fantomatico che tutti immaginano o sognano che esista, come la pensa? consente tutto questa schifezza, o per amore...

Potrei sapere chi erano gli Elohim più “in alto in grado”?

che orridi esseri...

Gemma Ponzone...😲

Perché si deduce che Yhwh, come tetragramma, sia indicato ad un solo personaggio? O meglio, Yhwh non indica un nome di una divinità, è più che altro un identificazione al divino non specifico, e ovviamente s'è vero che appariva a Mosè è da attendersi che sia sempre lo stesso individuo per non confonderlo. Magari cambiando seguace avrebbe benissimo potuto cambiare la divinità identificandosi sempre come Yhwh.

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